Apple e privacy iPhone: rischio backdoors iOS per le intercettazioni

I recenti casi di terrorismo non ultimo il tentativo di attento multiplo sul suolo francese e parigino – hanno alzato il livello d’allerta e sicurezza ponendo ancor più l’attenzione su alcuni servizi legati ai colossi mobile come Google ed Apple chiamati a fare la loro parte quali fruitori di nuovi servizi per la libera comunicazione.

Proprio il colosso di Cupertino, insieme al rivale californiano, è recentemente divenuto protagonista della forte opposizione ad una nuova proposta di legge presentata in modo congiunto in Inghilterra e USA al fine di poter spiare messaggi e dati scambiati dagli utenti iPhone, e non solo, per motivi di sicurezza nazionale mettendo a serio rischio il concetto di privacy con molteplici sviluppi sia negativi che positivi.

Messaggistica e sicurezza: Apple si schiera con gli utenti e difende la privacy

iPhone e messaggistica Apple a rischio privacy
iPhone e messaggistica Apple a rischio privacy

Le quote di mercato registrate da Apple, uno dei marchi più diffusi sia in Europa che soprattutto in USA, avrebbero naturalmente attirato le attenzioni dei governi interessati alla definizione di backdoorinstallate in modo volontario e facilmente accessibile agli enti governativi – all’interno di iOS e dei meccanismi di messaggistica istantanea allo scopo di monitorare le attività degli utenti in tutto il mondo sulla base della centralità che lo smartphone ha oramai acquisito.

Nonostante gli ampi dati scambiati dagli utenti iPhone su servizi come iMessagecomunque imparagonabili a piattaforme specializzate e dominanti come Facebook Messenger e WhatsApp – possano in realtà rappresentare un rischio d’infiltrazioni terroristiche per coordinazione e comunicazione, la società di Cupertino ha deciso di opporsi facendo presente come l’esistenza di porte d’accesso rappresentino un rischio ancor maggiore potendo esser facilmente violate anche da hackers e terroristi per poter intercettare, come con un effetto boomerang, le comunicazioni interne agli enti governativi che ne sfruttano i servizi senza dimenticare i rischi di violazione privacy ai danni degli utenti.

iOS e la richiesta di “back door”: la privacy Apple sacrificata sull’altare della sicurezza?

Proprio la tematica sicurezza in favore del mercato consumer rappresenta uno degli snodi primari sui quali si starebbe consumando lo scontro tra le compagnie tecnologiche, da un lato, ed il governo britannico e statunitense, dall’altro, dimostrando di sottovalutare le minacce di cyber-terrorismo pronte a subentrare una volta sviluppate backdoor d’accesso in iOS sulla base di decisioni non ragionate.

La loro assenza rappresenta ad oggi, come illustrato da Tim Cook in occasione dei primi commenti a caldo sulle proposte di legge, una sicurezza poichè capace d’impedire l’accesso ad un’ampia fetta di terroristi e malintenzionati che in caso contrario sarebbero agevolati nel compiere infrazioni trovando “la chiave della porta sotto lo zerbino” utile per ottenere contenuti riservati da sfruttare come vantaggio per ricatti e/o estorsioni che, in taluni casi, possono porre ancor più a rischio la sicurezza nazionale.

Un caso quindi complesso che sicuramente continuerà ad essere al centro dell’attenzione considerando la sempre maggior necessità di sviluppare nuove leggi e metodologie di controllo su messaggistica e smartphone. Fonte: Ocregister