Blogger Russo gioca a Pokemon go in Chiesa, arrestato

Pokemon Go è stato senza dubbio il gioco dei record, ma non dobbiamo dimenticarci le molte conseguenze negative, derivanti dal metodo di gioco. Dalla sua introduzione, molti sono stati gli incidenti causati soprattutto da giocatori imprudente alla guida. L’episodio di cui sto per parlarvi va decisamente oltre. Il protagonista è il blogger russo di 22 anni
Ruslan Sokolovski, che ha deciso  di dare la caccia ai Pokemon in chiesa.

A caccia di Pokemon, nella cattedrale

Il fatto è accaduto il scorso 11 agosto ma il blogger russo ha recentemente pubblicato un video, che l’ha immortalato nella cattedrale di Yekaterinberg, mentre giocava a Pokemon Go. La polizia l’ha arrestato per questo comportamento con pesanti accuse di istigazione all’odio e violazione del diritto alla libertà di coscienza e di religione.

Pokemon go Ruslan Sokolovski

La cattedrale è nota perché è stata edificata nel luogo in cui l’ ultimo zar e la sua famiglia, vennero trucidati. Sokolovski ha deciso di riprendere le proprie gesta, mentre dà la caccia ai Pokemon nella cattedrale. Era già stato sottoposto agli arresti domiciliari,  ma dopo la pubblicazione del video il tribunale ha deciso di inasprire i provvedimenti presi inizialmente.

Pokemon go cattedrale


Per i giudici la pubblicazione del video in cui giocava a Pokemon Go,   è da considerarsi come violazione degli arresti domiciliari, azione avvenuta  dopo che una sua amica è  andata a fargli visita per festeggiare il proprio compleanno.  Il ragazzo ora è stato arrestato e condotto in carcere, dove dovrà  restare  fino al 23 gennaio 2017.

Il video di Pokemon go,  trattato come le Posso Riot

Anche le Pussy Riot nel 2012 vennero accusate d’istigazione all’odio religioso a seguito della loro preghiera blasfema, nella Cattedrale di Cristo Salvatore. Queste performance decisamente offensive hanno portato le Pussy Riot Maria Aliokhina e Nadezhda Tolokonnikova, ad una condanna di ben 2 anni di reclusione. Anche in questo caso il video era finito in rete, spaccando l’opinione pubblica riguardo. Il blogger ha avuto una condanna minore,  ma si spera che serva come monito.