Ecco le aziende che costruiranno le auto “self-driving” per Apple

Circa una settimana fa, durante la conferenza WJJDLive, Tim Cook ha discusso del prossimo settore nel mirino di Apple, nel quale l’azienda vorrebbe importare un enorme cambiamento, rivoluzionandolo come in passato ha fatto con i computer e gli smartphone. Si tratta di automobili, un campo che negli ultimi mesi è stato più volte affiancato al nome della compagnia di Cupertino, e dove la guida autonoma sta assumendo un ruolo sempre più importante.

Molti nel settore automobilistico sono a favore della tesi che vedrebbe Apple impegnata nello sviluppo di veicoli elettrici che si guideranno da soli, inserendo l’azienda contro Google, Tesla, Uber, nonché contro la maggior parte delle case automobilistiche che stanno già lavorando a questa tecnologia. L’ingresso imminente di Apple in questo settore getta una luce sulla prossima generazione di automobili, che potrebbero presto subire un cambiamento rivoluzionario, come in passato è stato con i dispositivi mobili.

Secondo Bobby Hambrick, CEO di AutonomouStuff, società con sede in Illinois che si occupa nella produzione di sistemi di controllo autonomo per diversi ambiti industriali, tra cui l’aerospaziale, l’entrata della Mela potrebbe essere vista come un’opportunità da parte delle differenti aziende per espandere il proprio modello di business. Infatti, Apple non possiede i mezzi per potersi costruire un automobile da sola e dovrà necessariamente rivolgersi a qualcuno.

La convinzione comune nella Silicon Valley, Detroit, Germania e Giappone è che l’avvento di auto self-driving è inevitabile e quando arriveranno stravolgeranno i sistemi di trasporto. Morgan Stanley ha stimato che entro il 2022 saranno risparmiati circa 488.000.000.000 di dollari l’anno per la prevenzione degli incidenti e che si potrebbe giungere a $507 miliardi dollari di “produttività”.

Esse potrebbero capovolgere il massimo impero delle multinazionali costruito introno alle automobili. Tra le principali aziende Tesla ha già evidenziato i suoi recenti progressi nella guida autonoma, come allo stesso modo hanno fatto Daimler, Audi e BMW. E dietro di esse troviamo tutti i fabbricanti, fornitori e start-up che si stanno occupando di sviluppare hardware e software per la prossima generazione di automobili. E’ proprio da queste azienda da cui il colosso di Cupertino potrebbe attingere per la realizzazione dell’automobile perfetta.

Self driving car

Il Corpo

La prima azienda su cui focalizzare l’attenzione è Google, che negli ultimi anni si è occupata dello sviluppo di un auto senza conducente, biposto, denominata “prototipo”. Essa rappresenta un accenno a ciò che la tecnologia vede all’orizzonte per le auto. Nel 2014 l’azienda di Mountain View ha fornito una lista di partner per la produzione dell’auto intelligente: Roush, azienda automobilistica che si è occupata della carrozzeria, LG Chemical, filiale del produttore coreano ha realizzato le batterie mentre specialisti tedeschi come Continental, Bosch, Frimo e ZFLS hanno collaborato nella produzione dell’impianto frenante e di quello sterzante.

Tutte queste aziende non sono una novità nel mondo automobilistico. Bosch e Continental sono compagnie da miliardi di dollari, che attualmente forniscono componenti per numerose case automobilistiche. Le vendite dell’unità Mobility Solutions di Bosch, che vende parti di ricambio per smart-car, sono cresciute notevolmente e entro il 2017, il netto potrebbe raggiungere i 1.3 miliardi dollari per la fornitura di sistemi di frenatura, accelerazione e sterzo autonomi.

Un’altra grande forza in questo campo è Magna International, produttore canadese che si occupa della vendita di una serie di sistemi di guida semi-autonomi per numerose case automobilistiche. Swamy Kotagiri, CTO di Magna ha rivelato che l’azienda potrebbe assumere una buona posizione di mercato, svolgendo un po’ quello che oggi Foxconn fa per Apple, Google e Uber.

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Gli Occhi

Ancora più importante di avere componenti meccaniche per una macchina self-driving è la capacità di vedere. Riguardo sistemi visivi autonomi, l’opzione migliore potrebbe essere Lidar di Velodyne, una tecnologia di rilevamento remoto che utilizza sensori a laser per tracciare gli spazi. Tale sistema viene oggi impiegato in altri settori, quali agricoltura, geologia e difesa militare. L’unico problema è il prezzo, troppo alto.

Velodyne è una società nata 32 anni fa che produce potenti sistemi di rilevamento visivi dai costi elevati. Si parte da palmari da 8.000 dollari fino a veri e propri sistemi di rilevamento da $80.000. Nonostante i costi, secondo Wolfgang Juchmann, Direttore vendite presso la divisione Lidar, nei prossimi anni l’azienda prevede un aumento delle richieste da parte della maggior parte delle case automobilistiche. Inoltre, secondo le recenti dichiarazioni Google avrebbe già acquistato presso Velodyne.

In alternativa a Lidar, troviamo Mobileye, una società israeliana che ha una capitalizzazione di circa 10 miliardi di dollari. Più del 90% delle case automobilistiche hanno collaborato con essa, la stessa Tesla ha acquistato le sue telecamere. GM ha dichiarato di star lavorando con Mobileye nel testare i sistemi di guida autonoma sull’ibrido Chevy Volt. Per un pacchetto completo di rilevamento remoto, i costi si aggirano intorno ai 1.000 dollari.

Oltre ad essere già economico, i sistemi offerti da Mobileye offrono una migliore risoluzione e possono distinguere alcune elementi sulle strade, come marcatori di corsie e semafori, cosa che manca in Lidar. Questa azienda potrebbe essere la principale indiziata per una collaborazione con Apple, visto che al momento ci sono solo poche start-up, come Nauto e Cruise, che si stanno occupando della realizzazione di telecamere per la visione di vetture e oggetti.self-driving

Il cervello

Sicuramente elemento di maggior importanza per l’automobile autonoma è un processore sufficientemente potente da poter elaborare tutte le varie mansioni che gli sono richieste. Alcuni titani del mondo mobile, come Qualcomm e Samsung, si stanno già spostando verso l’industria automobilistica, e attualmente riforniscono le interfacce grafiche dietro i sistemi di visione avanzati, necessari per la guida autonoma.

Tuttavia, l’azienda attualmente più quotata è Nvidia, nota principalmente per la produzione di circuiti integrati che stanno alla base dei videogiochi. Essa ha iniziato ad affiancarsi al mondo automobilistico a partire dal 2007, quando i suoi sistemi hanno alimentato l’integrazione di Google Earth all’interno di un Audi. Inoltre, ha registrato l’85% di crescita annua delle vendite per l’ultimo anno fiscale. Diverse case automobilistiche di lusso utilizzano i supercomputer, che possono supportare fino ad un massimo di 12 telecamere.

Tesla e Google hanno già acquistato chip Nvidia, mentre non si sa ancora nulla riguardo una collaborazione con Apple. Essendo il “cervello” di automobili autonome, i chip forniti da Nvidia dovranno appoggiarsi su di una forma di intelligenza artificiale definito “apprendimento profondo” che addestra i computer ad elaborare un enorme quantità di dati visivi.