Eredità digitale: gestire gli account social dopo la morte

Il concetto di eredità digitale è un qualcosa a cui nessuno fin oggi aveva mai concretamente pensato. Non è raro comunque che, al verificarsi di determinati sfortunati eventi, tutti i nostri dati compresi quelli più sensibili vadano perduti nell’oblio digitale. Esiste un sistema che risolve il problema della cessione dell’eredità digitale.

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L’eredità digitale, un problema risolto?

Gesti scaramantici a parte tutti prima o poi dovremo morire e, in un mondo in cui la tutela della nostra privacy gioca un ruolo chiave nello scambio di dati ed informazioni digitali, sapere di lasciare il nostro patrimonio digitale ad un degno erede potrebbe costituire la miglior soluzione per evitare che codici e chiavi di accesso vadano perduti irrimediabilmente.

Ci ha pensato il team DefConTwelve che, attraverso la creazione di una specifica piattaforma consente di immagazzinare dati sensibili nel rispetto della privacy utente. BoxTomorrow è il servizio adepto alla cessione dei dati digitali. Una sorta di scatola magica in cui possono essere inserite informazioni digitali di ogni genere dalle password dei conti bancari sino ai pin di accesso agli smartphone. Tutte le fotografie, i video, i post e i profili degli account online potranno essere trasferiti all’erede designato per l’eredità digitale stabilita.

Il suo funzionamento è basilare, al pari di una vera e propria eredità con tanto di atto notarile scritto. Si inseriscono tutte le informazioni che si desidera vengano tramandate, si indicano due o più beneficiari e si da conferma del tutto con un semplice click. Una volta portata a compimento questa fase gli interessati verranno avvertiti tramite email ove verranno specificate tutte le modalità di utilizzo ed il momento in cui questa eredità potrà essere utilizzata.

A dire il vero un’idea simile era stata proposta anni addietro dalla stessa Google ma questa è la vera prima e concreta risoluzione del problema eredità digitale.

Ereditare i contenuti online dei propri dati digitali non significa tuttavia dare libero utilizzo in modifica. Di fatti i beneficiari di tal operazioni potranno unicamente accedere ai contenuti in lettura immettendo gli opportuni codici di accesso. La modifica intenzionale da persone esperte nel campo dell’informatica forense di anche un singolo bit porterebbe ad una non corretta inizializzazione dei contenuti visto che la chiave di lettura stessa è frammentata ed inserita random tra i file stessi lasciati in eredità dall’utente originario. Un’ottima misura di sicurezza.

L’implementazione pratica di una simile soluzione può chiaramente essere contestualizzata in tutti quei casi di omicidio in cui la vittima venga ritratta a fianco del suo carnefice. É il caso pratico di Hollie Gazzard contro Facebook, in cui si assistette alla non sospensione dell’account della figlia da parte del padre per ragioni di privacy. Con BoxTomorrow tutto questo non si sarebbe verificato.

Benché non sia un nostro pensiero fisso, magari giustificato dalla nostra giovane età, non bisogna prendere troppo alla leggere l’idea di fare testamento digitale. Spero di esservi stato di aiuto e spero inoltre di aver bisogno di simili soluzioni il più tardi possibile.