Facebook censura le notizie? lo dice Gizmondo

L’autorevole sito di tecnologia americano ‘Gizmodo’ accusa Facebook di censurare le notizie. Le accuse, così come dimostrano due articoli pubblicati dal sito, arriverebbero da persone che hanno lavorato  alla sezione ‘Trending’ di Facebook, che sarebbe un elenco aggiornato in tempo reale sulle notizie più discusse sul web. L’accusa di Gizmondo, entrando nello specifico, è che più volte notizie catalogabili come appartenenti all’area politica repubblicana e conservatrice sarebbero state svantaggiate nel comparire all’interno della sezione trending topics di Facebook. Secondo questi articoli dunque i responsabili della sezione Trending di Facebook interverrebbero sui contenuti inseriti nell’elenco delle news più lette in diversi modi.

Facebook nega le accuse

Facebook ha risposto agli articoli di Gizmodo negando le accuse e affermando che la scelta delle notizie che finiscono in Trending segue delle regole precise che non possono essere modificate manualmente. Queste ovviamente non prevedono censura delle news in base all’orientamento politico. Trending è stata introdotta nel gennaio del 2014 ed è disponibile solo in inglese e in esclusiva per alcuni stati. Questa sezione altri non è che un elenco di notizie, presentate come quelle più discusse in rete, e accompagnate da un riassunto di 3 righe che viene proposto insieme alla presenza di un’immagine o da un video.

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Facebook: le accuse di Gizmondo: censura alle notizie?

Le accuse partirebbero da cinque ex ‘news curator’, questi sarebbero freelance tra i 20 e i 30 anni, in genere con esperienza giornalistica, si tratterebbe di studenti della Ivy League, che in passato hanno lavorato per alcune delle più importanti testate giornalistiche internazionali. A quanto pare, la selezione escludeva news riguardanti la stessa Facebook e non citava mai Twitter, che veniva definito semplicemente ‘social network’. La popolarità delle news inoltre veniva pilotato favorendo breaking news prima ancora che divenissero di dominio pubblico.

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Chiaramente queste accuse stanno creando grande scandalo negli Usa, soprattutto in un periodo caldo come questo in cui si svolgono le elezioni primarie per arrivare a decidere chi saranno coloro i quali parteciperanno alle elezioni per la presidenza degli Stati Uniti.  Sempre secondo  i testimoni, le indicazioni erano quelle di scrivere titoli neutrali, e di scegliere gli articoli da una serie di siti preferenziali, come ad esempio quello del New York Times, di Time, di Variety, e di altri siti di questo tipo.

In realtà una delle prime cose successe dopo la pubblicazione del secondo articolo di Gizmodo è che la notizia è finita nella sezione Trending questo a prima vista contraddice con quanto viene detto dall’accusa. Vedremo queste accuse quali sviluppi potranno avere nelle prossime settimane e se davvero la neutralità del più famoso sociale network potrà considerarsi come contaminata.