Facebook porterà la connessione ovunque: progetto Aquila

Facebook sta lavorando ad un progetto per portare la connettività nelle zone rurali.

Nasce Aquila, nuovo progetto di Facebook collegato a Internet.org che mira a portare internet in tutto il mondo, regalando la connettività a quattro miliardi di utenti non ancora online. Il tutto, grazie ad un drone estremamente evoluto alimentato ad energia solare, in grado di volare per oltre tre mesi.

Siamo abituati a pensare ai droni come a dei costosi giocattoli oppure come a famigerate macchine da guerra, ma Facebook sta per svincolare ogni preconcetto, insegnandoci forse che questi trastulli  possono spingere al progresso territori ancora tecnologicamente svantaggiati.

Internet.org, l’iniziativa capitanata da Facebook lamenta che i 2/3 del pianeta non ha una connessione internet.

La soluzione quindi potrebbe arrivare da “Aquila” il drone di Facebook che mira a colmare il digital divide a livello globale. Ed è esattamente al compimento del primo anno di Internet.org che l’idea sembra essere ad un punto cruciale: i primi droni dovrebbero essere ultimati e pronti a compiere i voli di prova previsti per questa estate, ma prima vediamo qualche caratteristica tecnica.

Aquila resterà in volo per 90 giorni, alimentato dalla sola energia solare. Volerà ad altitudini diverse per risparmiare energia a seconda dell’ora  (giorno o notte), in ogni caso ad altitudini superiori a quelle dei Jet di linea (tra i 18.000 e i 27.000 mt). La scocca è interamente in fibra di carbonio e a forma di V e riempita di una speciale schiuma. La formula di costruzione  consente di contenere  il peso che è equiparabile a quello di un’utilitaria. La superficie e la forma alare sono  simili a quelle  di un boeing 737 e sarà alimentato da 4 motori a turboelica montati sotto la superficie alare, logicamente elettrici.

lasertechnology

Tecnologia “Laser”, i tempi sono maturi.

Ma il vero “motore” di Aquila è rappresentato dalla tecnologia a laser, ormai arrivata ad una precisione tale da potere essere operativa, che consentirà di interfacciarsi con velocità di trasferimento dati  di 10 GB/sec.

Le “Aquile” volano in formazione.

Esattamente, il volo in “formazione” consentirà di coprire superfici vaste e innervare così connessioni veloci. Le aquila si scambieranno dati  ponendosi come bridge tra l’emettitore di segnale e il ricevente.

Facebook è capofila di una cordata tra titani del mondo della tecnologia e della comunicazione e Aquila è solo la punta dell’iceberg di un progetto che prevede diverse fasi. Il core del progetto è abbassare i costi delle connessioni dati in modo che tutti possano usare la rete. C’è probabilmente (anzi, senza ombra di dubbio) un potenziale inespresso nelle zone dove la rete non c’è, consentendo anche ai paesi tecnologicamente più avanzati di beneficiarne. Se non è progresso questo…