Galaxy Note 7, il caso delle batterie esplosive costerà caro a Samsung

Dopo aver chiuso il secondo trimestre (Q2) del 2016 in modo decisamente positivo, grazie soprattutto al successo commerciale su scala internazionale di Galaxy S7 ed S7 Edge, Samsung si appresta a chiudere il terzo trimestre (Q3) con un deciso calo alla voce profitti. Le ragioni di questi risultati saranno, naturalmente, legati a doppio filo al caso delle batterie esplosive del Galaxy Note 7 che, oltre a bloccare praticamente sul nascere un possibile successo commerciale per il phablet, ha costretto la casa coreana ad un maxi richiamo in tutti i principali mercati, Cina esclusa (al netto di poche centinaia di unità).

I profitti di Samsung nel Q3 del 2016 potrebbero calare, secondo gli analisti di settore, dell’8%. La casa coreana, infatti, a causa del “caso Note 7” avrebbe dovuto affrontare una spesa imprevista di circa un miliardo di dollari a cui si vanno a sommare i mancati introiti legati all’interruzione delle vendite del phablet che, ricordiamo, sarebbe dovuto arrivare nei negozi ad inizio settembre, precedendo di diverse settimane il rivale più accreditato, l’iPhone 7 Plus.

galaxy note 7Leggi anche: Galaxy Note 7, cambia fornitore di batterie dopo il maxi-richiamo

La gestione del caso Note 7 che Samsung sta mettendo in pratica, con la sostituzione dei terminali potenzialmente difettosi completata in poche settimane in tutto il mondo, sommata alla ripresa delle vendite del dispositivo potrebbe permettere, in ogni caso, all’azienda coreana di riprendersi rapidamente nel corso del Q4, ovvero nei mesi di ottobre, novembre e dicembre dove, in concomitanza con il periodo natalizio, Samsung potrebbe mettere assieme volumi di vendita significativi. In ogni caso, dobbiamo aspettare i dati ufficiali che Samsung pubblicherà nel corso delle prossime settimane per avere le idee più chiare.