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Gli alieni ci distruggeranno? La Terra non corre rischi, uno studioso ci spiega perché

Ridley Scott, regista di Alien, è piuttosto preoccupato da un possibile incontro con civiltà extraterrestri: secondo lui, non avremmo scampo. Shostak del SETI però ritiene che per la Terra non ci sarebbero rischi in ogni caso.

Quando si parla di alieni spesso si pensa a quali conseguenze nefaste potrebbe portare l’incontro tra noi umani e una civiltà tecnologicamente avanzata. E’ corposa la narrativa che immagina un incontro drammatico, con la razza umana in pericolo a causa degli obiettivi alieni, questo è un topic ricorrente nella produzione hollywoodiana, basta pensare a pellicole quali Indipendence Day. Tra i film più famosi a tema extraterrestri è impossibile non menzionare Alien, capolavoro di Ridley Scott arrivato al sesto episodio, Alien: Covenant.

Il registra e produttore britannico, nel corso di un’intervista rilasciata all’Agence France-Press (AFP), ha dichiarato che, in caso di incontro, gli umani farebbero bene ad evitare situazioni conflittuali con gli alieni, in modo da non rischiare l’estinzione. C’è uno scienziato che però non è d’accordo con la visione di Scott, scopriamo insieme cosa sostiene.

Ridley Scott: ‘Gli alieni potrebbero ucciderci in tre secondi”

Lo scorso aprile Scott ha ammesso di credere all’esistenza aliena, aggiungendo che ci siano almeno tra le 100 e le 200 “entità” che si sono evolute nel corso dei secoli proprio come noi. Il regista ha aggiunto che se qualcuna di queste “entità” dovesse venire a farci visita, la cosa migliora fare sarebbe “scappare”.

alieni terra

Scott ha anche dichiarato che, a suo avviso, alcuni di questi alieni sarebbero “esseri superiori” e che “se sei abbastanza stupido da affrontarli, loro potrebbero eliminarti in tre secondi”. Una visione non certo ottimista circa ipotetici rapporti tra razza umana e visitatori dallo spazio, una visione stereotipata se vogliamo.

Difficile affrontare l’argomento basandosi su fatti, visto che fatti da sottoporre agli studiosi al momento non ce ne sono, sono però molte le menti illustri che si cimentano in ipotesi. Seth Shostak, astronomo del SETI, nel corso di un’intervista a LiveScience, ha espresso le proprie perplessità circa la visione di Scott.

Il numero di “entità” del quale parla Scott è infatti privo di alcun fondamento, Shostak sottolinea come sia impossibile anche solo ipotizzare un numero di razze aliene, calcoli alla mano, il numero di pianeti in grado di ospitare la vita potrebbero anche essere un miliardo, ma non sappiamo abbastanza del cosmo per sbilanciarci.

Inoltre, secondo Shostak, sono necessarie alcune precisazioni fondamentali circa il concetto di vita extra-terrestre. Alcuni pianeti potrebbero ospitare batteri, altre potrebbero sviluppare forme di vita intelligenti ma al momento non abbiamo dati per fare ipotesi. Shostak afferma che gli ipotetici alieni dovrebbero essere ad almeno 70 anni luce da noi, una distanza che con tutta probabilità non gli consentirebbe neppure di sapere delle nostra esistenza.

Possibile che gli alieni siano in grado di percorrere enormi distanze, ma Shostak ritiene che il copione di un’invasione aliena per ottenere risorse terrestri sia privo di qualsiasi fondamento. Una civiltà così evoluta da poter compiere un viaggio di simili distanze non dovrebbe aver infatti alcun problema a replicare artificialmente qualsiasi materiale del quale avesse bisogno.

Lo studioso ritiene completamente irrealistica anche la prospettiva di una Terra invasa per questioni alimentari. Ecco perché Shostak non crede all’idea di alieni mangia-uomini: “Per farlo, dovrebbero sapere che nel nostro corpo c’è qualcosa di interessante che sono in grado di metabolizzare”. Non tutti però sono così ottimisti, secondo il fisico Stanton Friedman i visitatori sono tra noi e ci tengono segregati.

Fonte: inquisitr.com

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