Google ECoG studia il nostro cervello grazie ad un brevetto

Google non si smentisce mai. É sempre alla ricerca di nuovi modi di stupire e progredire nell’avanzata tecnologica dei giorni nostri con nuove straordinarie invenzioni. Google ECoG ne è la prova.

Google ECoG, mappare le funzioni celebrali umane?

Dopo aver comprato l’alfabeto ed essersi aggiudicata il primato per la gestione fulminea dei contenuti WEB Google si getta a capofitto in una nuova ardita impresa che potrebbe rivoluzionare seriamente il modo di gestire i segnali provenienti dal cervello. Roba da fantascienza dite? Uhm… vediamo di capire chiaramente di che cosa si tratta.

In comunione all’Istituto di neurobiologia Leibniz e col sussidio dell’Università tedesca Otto-von-Guericke di Magdeburgo, Google si sta interessando dello studio dell’elettrocorticografia su cervelli umani realizzata attraverso un modello tecnologico avanzato legato ad un nuovo brevetto. Google ECoG. In parole povere Google è riuscita ad ingegnarsi affinché riesca a mappare, con straordinaria precisione, le funzioni celebrali di un essere umano.

Il brevetto, che va sotto il nome di Microelectrode Array for an Electrocorticogram consta in una serie di microelettrodi che si interfacciano attraverso un modulo wireless ad un device esterno di controllo che amplifica i segnali in ingresso dai sensori e li ritrasmette ad un sistema di acquisizione dati che avrà il compito di studiarne il flusso così acquisito.Google ECoG

Google ECoG si è impegnata a fondo per rendere possibile uno studio già avviato nel corso degli anni ’50 quando ancora il progresso tecnologico non era certo nemmeno lontanamente paragonabile a quello della nostra era.

Allora, per opera di Wilder Penfield e Herbert Jasper, due neurochirurghi del Montreal Neurological Institute, si era creato un sistema cosiddetto ECoG (elettrocorticografico) allo scopo di ricercare eventuali aree danneggiate e coinvolte in episodi di epilessia nel tronco celebrale. Grazie al sistema brevettato da Google ECoG, sarà così possibile individuare le aree coinvolte con precisione millesimale e procedere all’asportazione delle zone coinvolte cosicché futuri episodi non si ripresentino. Google ECoG ha il potenziale tecnico necessario per cambiare il nostro modo di vivere in positivo.

Conclusioni

Un progetto senz’altro molto, forse troppo, ambizioso quello di Google ECoG ma che senza alcuna ombra di dubbio si rivela di importanza strategica e vitale al fine di garantire una corretta e definitiva soluzione al problema dell’epilessia che affligge, ad oggi, molti esseri umani. E voi cosa ne pensate? Commentate pure…