Google lavora su nuovo headset VR per competere con Facebook Oculus

Google scalda i motori al fine di garantire un nuovo futuro al progetto VR, dopo che il Tokyo Game Show ha visto in pole position Sony con la sua nuova proposta orientata al gaming, la quale è stata anticipata dal nuovo visore Playstation VR, che giungerà a noi ad un prezzo davvero concorrenziale rispetto alle attuali proposte HTC Vive e Facebook Oculus Rift e che si manifesterà a partire dal prossimo 13 Ottobre 2016.

In prospettiva del futuro mercato, quindi, Google VR ha deciso di rendere nota un’invenzione pervenuta tramite l’Ufficio Brevetti degli Stati Uniti e che ha rivelato la chiara intenzione del colosso di Mountain View di procedere alla realizzazione di un headset VR di produzione propria dopo il flop avuto con il progetto indipendente Google Glass. Scopriamolo da Patently Mobile.

Il nuovo headset VR di Googlegoogle-vr-headset

All’interno della documentazione di brevetto, Google rivela che la realtà virtuale è un modo utile per interagire a livello tridimensionale con le immagini generate per mezzo di un computer e che, quindi, è naturale il fatto di poter interagire indossando appositi dispositivi elettronici che non si limitano al solo utilizzo di un casco per la realtà virtuale ma che consentano anche di integrare apparati in grado di realizzare un contatto tattile (tramite guanti) e sistemi multi-sensoriali esterni che si accompagnano anche ad occhiali in grado di virtualizzare l’ambiente nello spazio.google-visore

Il progetto Google si concentra sul fatto di fornire un sistema spaziale per la realtà virtuale attraverso un caschetto compatibile Android da utilizzarsi per il gaming e tutti gli altri controlli correlati. Il device che si occupa dell’elaborazione potrà così essere configurato per eseguire un’app VR e fornirà perciò i contenuti per la visualizzazione a schermo tramite cuffia VR.

Google riferisce della possibilità di utilizzare il sistema in modi differenti come, ad esempio, una connessione cablata o wireless da utilizzarsi ad esempio per il rilevamento posizionale tramite una telecamera oppure come sistema di orientamento per la visualizzazione di un codice Quick Response (QR) sul dispositivo di visualizzazione. Il dispositivo che rileva la posizione potrebbe essere un sensore a infrarossi (IR) configurato per rilevare l’uscita da una pluralità di diodi emettitori di luce IR (LED). Una panoramica dell’idea iniziale può essere chiarita dalle immagini che seguono:

L’ultima immagine proposta, in particolare, mette in mostra una situazione tipo in cui l’utente opera un controllo virtuale tramite un jet da combattimento comandato tramite controlli su smartphone. L’applicazione Virtual Reality rende disponibili i controlli sul display del telefono mentre il visore Google garantisce la visualizzazione della scena.

Tra le altre cose, la società riferisce della possibilità di utilizzo di un sistema posizionale tramite tracking degli occhi e posizione del capo così che potremmo essere in grado di direzionare un oggetto nello spazio tramite il semplice movimento.

Google VR Headset per altri scopi

Lo scopo primo di Google VR, così come indicato in apertura, non è da dedicarsi espressamente al gaming ma implica anche ulteriori campi di applicazione pratici come, ad esempio, la possibilità di utilizzare la cuffia VR come un display computer in accoppiata ad una tastiera così come indicato dall’immagine di brevetto che segue:

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In particolare, Google cura l’aspetto pratico della faccenda facendo alcuni riferimenti circa l’usabilità ed un aumento della produttività durante il lavoro quotidiano al PC. Si può pensare, infatti, di visualizzare le e-mail dopo la comparsa di un popup direttamente nell’headset senza per questo dover abbandonare il nostro lavoro al computer o pensare anche di visualizzare un video senza lasciare l’ambiente di lavoro. Un’implementazione di ricerca vocale tramite Google Voice non sarebbe poi da escludere. In tal senso, tramite il motore di sintesi speech-to-text saremo in grado di effettuare ricerche al volo e visualizzare sul casco VR il risultato delle elaborazioni senza mai lasciare la pagina di lavoro.

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In conclusione possiamo dire che il progetto pare davvero ambizioso e di certo contribuisce ad arricchire ulteriormente il bagaglio funzionale di un settore in forte ascesa. La speranza, in tal senso, è che Google non operi come in occasione di Google Glass VR e che, invece, ricerchi la collaborazione con gli OEM Android. Il brevetto è stato presentato a Febbraio 2016 e, vista la fattibilità del progetto, non è da escludere una sua comparsa al prossimo evento Google I/O Developer 2017. Che ne pensate?