Google Pixel XL ai benchmark, un risultato davvero inatteso

Chiunque si sia avventurato al seguito delle recenti vicende seguite al Google Event 2016 per la presentazione degli ultimi terminali mobili, ha potuto vedere da vicino l’avvicendarsi dei due nuovi smartphone di punta indipendenti di BigG, eletti ultimamente quali device con la migliore fotocamera del mercato, addirittura sopra Galaxy S7 ed HTC 10 (ambedue a pari merito) ed iPhone 7, per il quale ci si sarebbe aspettato di più.

Ci si sarebbe aspettato di più, a fronte di un prezzo di vendita per certi versi decisamente fuori portata, anche da parte dei nuovi Google Pixel e Google Pixel XL che, certamente, non hanno brillato nei test preliminari di benchmark.

Dopo la presentazione, infatti, molti utenti hanno nutrito serie speranze sul fronte delle performance che, secondo gli ultimi rapporti GeekBench, non hanno condotto al risultato sperato. La versione in prova, nello specifico, è la XL utilizzata qui come metro di confronto con i principali competitor del momento.

Nel computo delle performance, nello specifico, particolare interesse è stato suscitato da un SoC Qualcomm Snapdragon 821 (lanciato appena tre mesi addietro) che tuttavia non si scosta molto dalle soluzioni di precedente generazione volute per il Systam-on-a-chip de rivali in carica per Samsung Galaxy S7 e One Plus 3, oltre che l’ultimo HTC 10.

In tale ottica, infatti, impercettibili sono state le differenze, colte dal portale incaricato dei test, in merito alla comparazione dei due prodotti, come peraltro evidenziato dagli screen che seguono:

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Il banco prova di testing ha messo in luce risultati, dunque, per certi versi inattesi. In single core si è potuto ottenere uno score di 1.607, che diviene 4.147 nel test in multi-core. Galaxy S7 (un terminale con alle spalle quasi 8 mesi di vita) aveva raggiunto, invece, un traguardo ragguardevole di 2100 e 4500 punti nelle rispettive prove.

Google Pixel XL, attraverso il suo nuovo processore, non ha introdotto di certo un miglioramento assoluto. D’altro canto, come annunciato da Qualcomm stessa, il nuovo SoC si è proposto come una leggera rivisitazione in positivo della precedente generazione di prodotto, con un clock frequency maggiorato per la GPU e la CPU (portato da 2.2 a 2.4GHz) ma con architettura base identica di tipo Kryo Quad-Core.

Ciononostante, nell’ottica di un prodotto integrato in terminali innovativi, ci saremmo di certo aspettati un maggior lavoro di ottimizzazioni sul fronte della gestione energetica della batteria e del processo di contenimento e smaltimento del calore in eccesso, a quanto pare rimasto tale e quale nonostante il sensibile aumento delle frequenze di gestione dei comparti CPU/GPU del SoC.