Ecco Holoflex, smartphone che proietta immagini olografiche senza lenti

La tridimensionalità sembra essere l’argomento più in voga nel campo dell’innovazione tecnologica e nei prossimi anni saremo destinati a vedere tanti prodotti straordinari e innovativi su questo campo. Come del resto stiamo già assistendo da diversi mesi a questa parte. Così come stiamo assistendo al proliferare di dispositivi pieghevoli. Se ieri vi abbiamo parlato della nuovissima penna 3Doodler, in grado di disegnare oggetti in 3D, in questa sede vi presentiamo uno smartphone in grado di proiettare immagini olografiche e che per di più è anche flessibile. Trattasi di HoloFlex.

HoloFlex viaggia su Android 5.1

HoloFlex viaggia su un sistema operativo Android 5.1 e consente all’utente di vedere sul display oggetti come se fossero tridimensionali. L’importante è mettersi nella giusta prospettiva e, trattandosi di uno smartphone pieghevole, è possibile interagire con le immagini piegandolo. Per ruotare un’immagine, basterà ad esempio inclinare verso dietro uno spigolo di HoloFlex. Ideato dalla Human Media Lad della Queen University, è innovativo anche per il fatto che proietta immagini tridimensionali senza dover utilizzare occhiali appositi, ma basandosi su un semplice gioco di angolazioni e piegature che probabilmente molti di noi hanno visto già in passato da bambini o adolescenti. Si ricorderanno ad esempio le figurine o i quadretti tridimensionali. Naturalmente qui parliamo di livelli ben più sofisticati.

holoflex
Ecco Holoflex

HoloFlex, risoluzione bassa ma che lascia ben sperare.

Come tutte le tecnologie che lanciano una novità (e sono pertanto definibili di prima generazione nel loro campo), anche questo smartphone paga qualche pecca iniziale. Come il fatto che la risoluzione degli oggetti proiettati sia alquanto carente: vale a dire solamente 160 x 104 pixel. Tuttavia, dà il via a importanti sviluppi su questo campo. Di seguito vi proponiamo un video illustrativo, il quale, oltre a farci vedere di cosa sia capace questo dispositivo, fa anche intuire quali basi getti nel futuro degli smartphone olografici. Cosa ne pensate? Siete pronti a provarle?