Il braccialetto digitale per le emergenze su Indiegogo

Il braccialetto digitale per le emergenze è arrivato. Il progetto è italiano ed in crowdfunding su Indiegogo.

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Può capitare che il nostro bambino si perda in mezzo alla folla al parco, piuttosto che al centro commerciale o in spiaggia: basta avvicinare il braccialetto ad uno smartphone dotato di NFC e subito ci verrà comunicata la sua posizione. In caso di incidente avremo a portata di mano, memorizzato nel braccialetto, il numero di una persona di riferimento da comunicare ai soccorritori.

Possiamo inserire anche le informazioni sulla nostra identità (nome, cognome, data di nascita, residenza), sulla nostra salute (gruppo sanguigno, altezza e peso, patologie), sui farmaci che stiamo assumendo o  a cui siamo allergici, eventuali informazioni sulle nostre intolleranze alimentari.

Per avere sempre con noi tutti questi dati non servono più placchette metalliche da portare al collo, o pesanti cartelle cliniche cartacee, ma sarà sufficiente un braccialetto, programmabile, con tutte le informazioni di emergenza che vogliamo rendere visibile, all’occorrenza, sullo smartphone di un familiare o dei soccorritori.

Amyko è un device che pesa solo pochi grammi; è in gomma termoplastica riciclabile ed il suo design minimal lo rende molto confortevole da portare al polso: 24 ore al giorno e 7 giorni su 7. 

Amyko è pre-ordinabile dagli utenti sulla piattaforma di crowdfunding Indiegogo, fino al 30 luglio. L’utente finanzia così, sviluppo e produzione, ricevendo il device prima che sia immesso ufficialmente in vendita sul mercato. Finora la raccolta ha superato la soglia dei 12mila dollari prefissata dalla campagna di autofinanziamento.
Amyko è sviluppato da Wecare, startup di Riccardo Zanini e Filippo Scorza, premiata del Premio Gaetano Marzotto e al web summit 2014 di Dublino, che l’hanno consacrata tra le startup più promettenti del continente.

 

Amyko

Tutte le informazioni personali possono essere caricate in maniera semplice e sicura su un cloud privato. Vengono visualizzate su uno smartphone avvicinato al braccialetto, con il quale comunica tramite Nfc. Ovviamente l’utente può scegliere quali informazioni inserire e rendere disponibili, ma anche a quali persone, nel pieno rispetto delle norme vigenti sulla tutela della privacy.