Il mercato dei server in netta crescita: +17% nel Q1 del 2015

Stando a quanto riportato dagli ultimi dati di IDC, il mercato server nel primo trimestre del 2015 è cresciuto del 17%, in positivo quindi dal quarto trimestre consecutivo. Una crescita non indifferente che sottolinea quanto il cloud computing stia diventando sempre più importante nella vita di tutti i giorni. Infatti, la maggior parte dei server venduti nel 2015 è stato destinato a rinforzare le infrastrutture cloud delle aziende.

Snocciolando un pò di numeri, il numero di server venduti nel 2015 è stato di circa 2,3 milioni, in netta crescita dell’8,4% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. La causa di questo aumento è da andarsi a ricercare nei server x86, i quali stanno, metaforicamente parlando, trascinando questo settore verso l’alto. Inoltre, come accade spesso in tutto il settore tecnologico, le soluzioni di fascia media hanno beneficiato della tecnologia impiegata l’anno scorso nei server top di gamma, così come la fascia bassa ha ottenuto vantaggi non da poco dalla tecnologia dell’anno scorso delle soluzioni mid-range.

Analizzando nello specifico i vari produttori di server, possiamo scoprire come il primo posto sia mantenuto, in maniera abbastanza salda, da HP, con un market share di circa il 25%. Il secondo gradino del podio invece è occupato da Dell con circa il 18% del market share. Chiude il terzetto IBM con il 13,2%. Quest’ultimo produttore è forse l’unico che ha visto il proprio mercato contrarsi ma la spiegazione è molto semplice: avendo venduto la propria divisione di server x86 a Lenovo, è naturale che le unità vendute in totale siano inferiori.

Allo stesso modo, il colosso cinese Lenovo ha fatto un bel balzo in avanti dal punto di vista delle quote di mercato, arrivando fino al quarto posto con il 7,5%. Ma la crescita più importante viene registrata in Cisco che, nonostante occupi la quinta posizione, ha avuto una crescita del 44% rispetto all’anno scorso.

In futuro questi numeri andranno sicuramente ad aumentare, soprattutto quando il settore dell’IoT (Internet of Things) sarà consolidato. Infatti, per gestire quell’enorme mole di dati, saranno necessari sia server più potenti che un maggior numero di server.

fonte