iOS 10: ecco come funziona Siri con le app di terze parti

Siri sblocca una nuova dimensione di funzionalità con iOS 10, consentendo agli sviluppatori di integrare l’esperienza vocale dell’assistente virtuale di Apple all’interno delle proprie applicazioni. Dopo l’evento di ieri, la compagnia di Cupertino ha reso disponibile Siri come componente per lo sviluppo di app di terze parti, espandendone cosi le funzioni. Tuttavia, durante la WWDC 2016 sono state messe in evidenza differenti limitazioni.

Su iOS 10, per ora, l’API Siri funziona solamente con sei tipologie di applicazioni: prenotazione di corse in macchina (nello stile di Uber), messaggistica istantanea, ricerca foto (trovare le foto e i video contenuti all’interno di una particolare applicazione), pagamenti (inviare denaro ad un amico, come con SquareCash), chiamate VoIP (Skype) e allenamento (attività di fitness e salute).

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iOS 10: Siri SDK limitato a 6 tipi di applicazioni

Il modo in cui funziona Siri in iOS 10 toglie agli sviluppatori i problemi fondamentali correlati all’utilizzo delle applicazioni tramite comandi vocali. Apple ha, infatti, fornito i codici per il riconoscimento vocale e la gestione di una richiesta da parte dell’utente. Sfruttando il riconoscimento della voce, Siri è in grado di collegare direttamente chi parla con l’applicazione necessaria allo svolgimento di una determinata funzione. Questo fornisce una coerente interfaccia di dettatura vocale, pur conservando una forte politica di privacy.

Tutte le informazioni che vengono ricevute ed elaborate dalle app di terze parti sono limitate ai singoli dati usati per portare a compimento la richiesta dell’utente. Siri estrae solamente i componenti rilevanti da una query, gestendo in questo modo i bit per l’applicazione. Grazie alle varie API Sirikit, l’app è in grado di generare una risposta corretta in funzione della domanda, che poi sarà visualizzata sullo schermo.

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Tuttavia, un funzionamento di questo tipo significa che l’API di Siri non può essere disponibile per tutte le tipologie di applicazioni. Come abbiamo evidenziato, la società californiana ha implementato solo determinati argomenti per l’integrazione di terze parti. Siri supporta, infatti, app di drive-sharing come Lift, app di messaggistica comprendenti Facebook Messenger e WeChat, app per i pagamenti, VoIP e app per il fitness. Esiste inoltre, una piccola eccezione per i produttori di automobili per consentire agli utenti di gestire le impostazione della propria autovettura sfruttando l’applicazione dedicata in CarPlay.

L’esperienza per gli utenti dovrebbe essere di grande impatto, a patto che questi siano interessati ad utilizzare solo queste sei categorie di app di terze parti attraverso il supporto di riconoscimento vocale. Ad esempio, per poter inviare un messaggio attraverso una determinata applicazione, come WeChat, è necessario che venga specificato il suo nome, prima della dettatura del messaggio stesso.

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Le API di Sirikit sono sufficientemente flessibili per consentire a queste applicazioni di proporre risposte in funzione delle abitudini. Gli utenti cosi saranno in grado di porre a compimento una determinata operazione direttamente dall’interfaccia di conversazione di Siri, senza dover passare da un’app all’altra.

Tuttavia, il modo in cui questo sistema è sfruttato abbandona un sacco di applicazioni al di fuori di esso. Su 2 milioni di applicazioni presenti in tutto l’App Store, solo 6 categorie sono incluse al suo interno, il che rappresenta un importante aspetto negativo per questa nuova funzionalità.

Alcune classi principali di applicazioni non sono coperte dal SDK Siri di terze parti, dove Siri è spesso utilizzato per applicazioni musicali, podcast, statistiche sportive, email, promemoria, liste di cose da fare a tanto altro ancora. Non è chiaro se questa scelta della Mela di escludere tutte queste categorie sia permanente o solamente temporanea. Potrebbe anche essere che in un futuro non troppo lontano, Siri possa inviare una email senza dover passare dall’app dedicata.

Nelle future versioni di IOS, è ragionevole aspettarsi che Apple possa espandere il numero di applicazioni in grado di integrare Siri. iOS 10.1 potrebbe facilmente aggiungere un paio di nuove categorie al supporto Siri. Un’omissione evidente dall’integrazione di Siri sono le applicazioni multimediali, come quelle per lo streaming di musica. E’ anche possibile che la decisione di puntare su queste sei tipologie di app sia una tattica di marketing.

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Con iOS 10, Apple Musica sarà l’unico sistema per riprodurre brani musicali attraverso Siri. Di certo una scelta strategica che mette cosi l’app per la musica della Mela al primo posto, ma un po’ scomoda per tutti gli altri servizi concorrenti, dove non vi è alcuna possibilità per gli sviluppatori di integrare Siri. Al contrario, applicazioni come Spotify, Pandora e Google Play Musica sono cosi lasciati in disparte. La compagnia americana potrebbe anche dedicare di aggiungere un nuovo supporto per le app musicali in futuro, ma potrebbe anche decidere di non farlo, a favore del proprio servizio di musica streaming al costo di un abbonamento da 9.99 euro.

Questa questione rimane aperta e dovremo aspettare per vedere quando l’SDK di Siri si espanderà tra le varie applicazioni. La versione beta di iOS 10 e di Siri SDK è giù disponibile agli sviluppatori, mentre al pubblico sarà lanciato in autunno insieme ai nuovi iPhone 7.