iTunes perché NON usarlo

La maggior parte delle persone che conoscono e utilizzano iTunes dalla sua lunga e celebrata vita, lo ricordano come una tra le migliori applicazioni di musica mai esistite. Il suo periodo di massimo splendore è quello dei primi anni del suo mandato, nei quali si presentava come un software magico e innovativo, capace di stravolgere il modo di ascoltare la musica. Nonostante i numerosi aggiornamenti e i cambiamenti d’aspetto, iTunes è sempre stato in grado di offrire un servizio unico nel suo genere, rendendosi indispensabile per milioni di utenti. Almeno fino ad oggi.

Con l’arrivo di Apple Music possiamo considerare conclusa la vita di iTunes, il quale si prepara ad andare in pensione per fare posto all’emergente musica streaming. iTunes è destinato ad estinguersi come hanno fatto i dinosauri miliardi di anni fa, perché il nuovo servizio di musica offerto da Apple non ha spazio per la libreria musicale, che verrà pian piano accantonata. Ma ripercorriamo la vita di iTunes dal giorno della sua nascita fino ad oggi, anche in virtù delle news più recenti che vedono, in Inghilterra, un nuovo provvedimento restrittivo che rende illegale la copia privata di cd musicali con brano scaricati ed acquistati da iTunes.

I primi anni

Tutto ebbe inizio nel lontano 8 gennaio 2001, circa dieci mesi prima del giorno in cui Steve Jobs presentò il primo iPod: Apple lancia nel mondo iTunes versione 1.0. A quei tempi l’icona di iTunes era caratterizzata da tre note musicali viola posti in cima di un CD. Tale versione era unicamente compatibile con i sistemi Mac OS 9, e consentiva la riproduzione di brani musicali nel formato MP3. Con il passare del tempo, iTunes ricevette numerose migliorie e funzionalità aggiuntive, che lo portarono ad essere compatibile con Windows nel 2003, consentendo finalmente anche agli utenti della concorrenza di accedere all’iTunes Music Store.

In quegli anni iTunes era in grado di sorprendere in ogni sua funzione, che andavano dalla possibilità di recuperare tutte le informazioni di un album, classificare le collezioni musicali in categorie e consentire all’utente di creare la propria playlist. In poche parole iTunes faceva tutto quello che non si aveva voglia di fare, rivoluzionando l’intera industria musicale, e non solo.

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Gli anni passano e iTunes Store inizia ad assumere una posizione sempre più centrale nell’esperienza di iTunes, trasformandosi in un venditore di bancarelle, pronto a vendere qualsiasi cosa. Sembrava che iTunes stesse perdendo contatto con le sue radici di elegante semplicità. A contribuire all’inizio del suo degrado c’è la morte di Ping, con la quale i servizi di musica streaming iniziano a conquistare le scene e gli utenti iniziano ad allentare la relazione con iTunes, avvicinandosi a Spotify. Ecco che allora la compagnia di Cupertino decide di riconquistare il cuore dei cari e vecchi appassionati di iTunes, introducendo un servizio di musica streaming proprio.

Apple Music e il tracollo di iTunes 

Il 30 giugno 2015 Apple Music fa il suo debutto in tutto il mondo, introducendo un servizio di musica streaming molto atteso ma che ha deluso i più cari e fedeli fan. A questo punto, iTunes si trova proiettato in un declino, privo di vie d’uscita, a causa della popolarità virale dei servizi di musica streaming. Apple Music avrebbe dovuto risollevare questa condizione di caduta libera, riportando nuova vita ad iTunes, ma cosi non fu.

In un primo momento sembrava che Apple Music fosse giunto per aiutare iTunes, ma solo poche settimane dopo, era evidente che non sarebbe stato raggiunto l’intento prefissato. Molti utenti hanno aspettato il nuovo servizio di musica streaming della Mela, un po’ come un bambino aspetta di scartare i regali la mattina di Natale, ma la delusione arrivò dopo sole due settimane di utilizzo.

Invece di aiutare iTunes, Apple Music è riuscito solamente a peggiorare le cose, introducendo un disordine collettivo, che vede l’applicazione di musica mescolata e confusa nel mondo dello streaming. I milioni di utenti e appassionati di Apple giunsero cosi contemporaneamente alla stessa conclusione: Apple Music non sarebbe stato il salvatore di iTunes ma, bensì la sua rovina.

Fin dal giorno del suo esordio iTunes ha da sempre promesso e offerto semplicità e ordine, e con Apple Music, l’azienda americana ha distrutto tutto ciò che aveva costruito in 14 anni. Apple Music ha reso iTunes complicato e confusionario, ma sopratutto troppo poco intuitivo, rendendo difficile anche azioni elementari come organizzare in categorie la propria musica. Ora gli artisti si trovano a convivere in due posti separati, nella libreria e nella grande community di Apple Music. Ciò che era proprio di iTunes ora non esiste più, e quello che è rimasto è destinato a giacere per il resto della sua esistenza all’interno di un caos musicale.