Q&A with Mark Zuckerberg alla Luiss Guido Carli di Roma

Oggi abbiamo una conferma, l’Italia sta a cuore a Facebook o meglio al suo Founder Mark Zuckeberg. Zack l’ha scelta per il suo matrimonio, per le sue vacanze e per i suoi Q&A with mark. Poche ore fa infatti, il CEO di Facebook ha risposto alle domande degli studenti e degli startupper italiani, mostrando il proprio dispiacere per la catastrofe che ha colpito il centro Italia in questi giorni (motivo principale per il quale Zuck ha fatto visita al nostro Paese).

Nella parte iniziale dell’evento Zuckeberg spiega come Facebook abbia aiutato i terremotati, prima da un punto di vista “aziendale” con mezzo milione di euro donato alla Crocerossa italiana (sotto forma di Facebook Ads) e poi da un punto di vista prettamente social grazie a tutti gli strumenti che la piattaforma stessa mette a disposizione degli utenti e quindi il Safety Check, gli eventi, i post, le condivisioni ecc. Dopo le parole d’affetto espresse per chi è rimasto coinvolto nel terribile terremoto di martedì notte, si parte con le domande.

La prima domanda verte su i due argomenti più dibattuti del web negli ultimi mesi: Pokermon go e Oculus Rift.

Quasi come un assist a porta vuota, Zack risponde subito con una battuta (ormai inflazionata) “il vero motivo per cui sono venuto a Roma è cercare Pokemon!”. La platea ride e applaude, ma in un secondo torna in silenzio quando il CEO afferma che la realtà virtuale e la realtà aumentata saranno le piattaforme sociali più importanti che siano mai esistite. Entro 10 anni, sostiene lui, le nostre vite si integreranno perfettamente con la realtà virtuale, visitando posti lontani o interagendo con i nostri familiari, anche se saremo dall’altra parte del mondo.

Q&A with mark Luiss
Mark Zuckeberg at Luiss Italy

La seconda domanda sposta l’attenzione sulla situazione di obsolescenza tecnologica che affligge l’Italia, situazione per la quale siamo (o forse ci sentiamo?) indietro rispetto ai colleghi di altri Paesi.

Zackerberg non è d’accordo e prova a sfatare il mito. Secondo il suo pensiero, nell’era di internet non si può affermare di essere indietro dal momento in cui si ha la possibilità di condividere le proprie idee con chiunque e dovunque si voglia. Inoltre, proprio l’Italia è uno dei paesi in cui c’è più interazione tra utenti e imprese, il che è sinonimo di una buona realtà imprenditoriale e di ottimismo per il futuro.

La terza e quarta domanda vanno sul personale, viene infatti chiesto a Zack se ha mai conosciuto il fallimento nella vita e quali sono le abilità per arrivare al top.

La risposta è lunga e colma di belle parole, ma l’aspetto più importante che meglio ci fa comprendere la mentalità di Zackenberg è che questa, non si avvicina minimamente al cinismo, alla spocchia o all’eccessiva determinazione troppo spesso affibbiata da media e giornali ai CEO. Sintetizzando, dobbiamo metterci in testa che  nella vita si verrà ricordati per il contributo che abbiamo dato nel migliorare il mondo, non per i nostri fallimenti e ancora, se non ci si circonda di persone valide, da soli, non si arriverà mai al successo!. 

La quinta domanda è forse la più banale ma anche quella che tutti vorremo fare a Zackenberg.

Quali sono i fattori che hanno reso Facebook il più importante social network. Organizzazione, apprendimento e ascolto sono i fattori essenziali per il successo, ma più di ogni altra cosa, la possibilità sperimentare, condividere le proprie idee e rendersi partecipi della crescita aziendale, sono per Zack, il motivo per cui Facebook oggi è così importante. Il CEO, non perde poi occasione per spostare l’attenzione degli studenti e degli startupper,  su una delle sue battaglie maggiori, ovvero portare internet in tutto il pianeta (dove allo stato attuale solo metà popolazione ne fa uso). Internet è per lui, una risorsa di fondamentale importanza ed è inconcepibile che, nel 2016, il popolo mondiale ancora non ne fruisca completamente.

La sesta domanda torna sul sopracitato Safety Check. Lo studente Luiss chiede se un giorno Facebook darà la possibilità agli utenti di allertare altri utenti in caso di situazioni catastrofiche come quella accaduta in Italia.

Si farà, è già in cantiere da tempo, perché come ha detto Zack, le comunità hanno bisogno di poter “allertare” autonomamente e soprattutto di poterlo fare per un’ampia mole di questioni, non solo per le calamità naturali.

Da qui fino alla prossima domanda che citeremo, il discorso è virato su argomentazioni over topic che non vi riportiamo per dare spazio solo al contenuto più interessante del Q&A. 

In questa seconda parte dell’intervista, si torna sui temi caldi del social in particolar modo sull’incisività di Facebook nell’economia e nei mercati. A dimostrazione di quanto Zackerberg sia un promotore del team working e del successo raggiungibile solo col sacrificio, non risponde direttamente alla questione posta, ma si ripete nel sostenere che se si ha un’idea la si deve portare a termine, condividendola, difendendola, utilizzando ogni strumento a nostra disposizione.

Gli studenti LUISS ripartono con le domande e provano ad entrare nella “stanza dei bottoni” di Facebook, chiedendo a Zack in quale fase è del suo ultimo progetto. Il CEO Facebook inizialmente va sul generico “pubblicherò una demo nel prossimo mese” ma poi entra nel dettaglio, rivelando le due ultime sfide che si è posto per quest’anno: Portare l’Intelligenza Artificiale nella sua casa e nel suo lavoro e correre un miglio al giorno tutti i giorni. Per la seconda si dice soddisfatto, avendola già realizzata, mentre sulla prima sta ancora lavorando, al momento infatti riesce a controllare l’apertura dei cancelli, le temperature e le luci, ma non i capricci di sua moglie. Segnatevi sull’agenda questo progetto perché il buon Zack ci crede molto.

La penultima domanda si distacca dalla sfera Facebook e porta all’attenzione il tema dell’istruzione e di come internet possa essere in grado di migliorarla. Zack va subito al dunque citando l’apprendimento personalizzato, a suo avviso, essenziale per poter far sviluppare ad ogni studente le proprie abilità, secondo le proprie tempistiche e sulla base della propria forma mentis. Per questo Facebook vuole fornire agli insegnanti, grazie all’ausilio di internet, strumenti che loro stessi possono personalizzare per ogni singolo studente della loro classe.

L’ultima domanda torna a toccare la sfera personale del CEO, la studentessa LUISS, chiede come abbia fatto a rimanere coi piedi per terra, nonostante tutto il successo!. Inutile dire che con estrema umiltà, Zack non fa altro che elencare gli elementi della sua squadra, esaltandoli ed esaltando il concetto di “fare insieme”, perché le relazioni e la condivisione sono la chiave di qualsiasi successo.

Un saluto accompagnato da un grande sorriso. Ci vediamo alla prossima Zack.