News dalla bio-scienza: Connettere l’uomo alla rete

Le news provenienti da Kaspersky Labs e BioNyfiken, dove viene messo a punto un nuovo sistema per interconnettere uomo e rete attraverso l’utilizzo di dispositivi elettronici specifici, sono in questi giorni oggetto di discussione a livello mondiale.

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E se il passo successivo all’Internet of things fosse l’Internet of us?

La notizia susciterà di certo clamore e scalpore. Un conto è poter pensare “all’internet delle cose” dove ogni apparecchiatura elettronica dialoga con le altre. Discorso a parte invece se la teoria precedente si dovesse estendere all’Internet of us, creando un ambiente umano sempre interconnesso tra simili ed apparecchiatura d’ogni genere. Certo fa pensare.

Beh, Kaspersky Lab ha annunciato l’alleanza con BioNyfiken comunità svedese di bio-hacking proprio per svelare ciò che significa connettere il nostro corpo alla Rete. Fantascienza? Fantasia? Realtà? La news trapelata durante la presentazione dei prodotti per la sicurezza consumer 2016 della società che ha anche inaugurato i nuovi uffici milanesi nel Complesso Garibaldi proprio sopra la stazione ferroviaria di Milano ha lasciato di stucco i presenti per i contenuti audio-visivi mostrati e per le testimonianze di uno dei fondatori della comunità circa questa nuova ed agghiacciante news.

Se ci si pensa un attimo però, l’essere umano è già connesso. Dispositivi quali pacemaker, pompe di insulina, auricolari e sistemi per la stimolazione cerebrale profonda ne sono la diretta testimonianza. Certo poter parlare in termini di umanoidi è ancora un’ipotesi alquanto utopistica e trascendentale della visione dell’essere umano. Tuttavia, si sta diffondendo una pratica che, svincolando totalmente da ragioni mediche, propone l’impianto di parti meccaniche al solo scopo di migliorare l’usabilità del proprio corpo.

Nasce quindi spontanea una domanda: se permettiamo che i nostri corpi contengano una quantità crescente di dati personali dobbiamo preoccuparci che siano hackerabili?

Secondo BioNyfiken, avere un piccolo impianto sub cutaneo non è molto diverso dall’indossare orecchini o avere un tatuaggio. Inoltre un numero sempre crescente di persone sceglierà di avere impianti compatibili con la tecnologia NFC capaci di contenere una vasta gamma di informazioni.

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Che prezzo avrà tale news per la sicurezza?

La sicurezza è spesso qualcosa a cui gli operatori pensano solo in un secondo momento. E c’è certamente del vero in questo.

“La tecnologia è già parte della nostra vita”

dice Hannes Sjoblad, uno dei fondatori di BioNyfikenin.

Kaspersky Lab, in questa fase, è interessata a capire i potenziali problemi relativi alla sicurezza e condividere ogni scoperta con la comunità di bio-hacking.

Certo, l’utilizzo su larga scala di una simile soluzione potrebbe velocizzare alcune operazioni comuni, ma qual sarebbero i rischi reali per la sicurezza? Voi vi sentireste al sicuro?

Il progetto di ricerca ha lo scopo di esplorare le potenziali vulnerabilità degli impianti Mifare Ultralight NFC da13,56 MHz. Come per molte tecnologie, le possibilità sono teoricamente illimitate. Si possono per esempio immaginare sistemi per il fitness o il monitoraggio della salute o per l’identificazione rapida per i mezzi di trasporto pubblici.

Utopia? Fantascienza? Soltanto il tempo ci fornirà maggiori informazioni.