Porno su Instagram, hacker postano video e foto di donne arabe nude

Il fenomeno è iniziato nel 2015 e i responsabili del Social credevano di aver risolto il problema

Allarme porno su Instagram. D’altronde, gli hacker non si occupano solo di mettere a soqquadro i siti internet, portandoli in crash o creando bug al fine di catturare dati sensibili degli utenti. Bensì, hanno anche altri obiettivi, come quelli di mettere in circolazione materiale generalmente censurato. E’ accaduto anche sul popolare Social network Instagram, come noto dedicato alla pubblicazione di foto e video. E gli hacker hanno ben pensato di mettere in circuito foto e video porno di donne arabe nude. La storia è iniziata lo scorso anno.

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Su Instagram girano ancora video e foto porno di donne arabe

Porno su Instagram, a scoprirlo il blogger Jed Ismael

Nel 2015, hacker, blogger e YouTube vlogger libanese Jed Ismael ha evidenziato il fatto che alcuni utenti su Instagram in Medio Oriente stavano usando hashtag come la parola araba, “افلام”, che significa ”film” per contrassegnare contenuti sessualmente espliciti. In modo che potessero essere trovati facilmente sulla App, evitando che venissero scovati dai moderatori di Instagram. Orbene, Ismael ha scovato oltre un milione di video in circolazione su Instagram. Ismael ha postato tanto di articolo, che ha avuto subito un risalto sul web, al punto che i moderatori del social hanno censurato altre frasi sessualmente esplicite scritte in arabo.

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Alcune immagini esplicite

Continuano a circolare Porno su Instagram anche dopo la segnalazione

Tuttavia, se si cerca frasi in inglese sessualmente esplicite che sostituiscono le vocali con i simboli con dieresi (O), si potrebbero ancora trovare video a luci rosse. Essi sembrano essere stati prodotti da case di produzioni pornografiche professionali, mentre altri sembrano essere state filmate in modo più amatoriale tramite smartphone. Inoltre, hanno scoperto che alcuni account sono stati creati apposta dagli arabi per insegnare come scovare contenuto pornografico. Pertanto, esistono ancora molti hashtags pornografici che riportano non solo a video, ma anche a foto. Le quali sembrano proprio essere state rubate da profili Facebook o da siti di incontri data la evidente scarsa professionalità con cui sono stati fatti.

I precedenti

Ma non ci sono video e foto già pronte, bensì anche hashtag che invitano le persone a scattare foto o girare video che mostrino le loro parti intime. Una sorta di incitamento al porno. Inviti non rivolti solo alla pubblicazione su Instagram, ma anche sulla app Snapchat, dove, come noto, le chat possono essere autodistrutte. Questa tecnica di nascondere contenuti sessuali non è purtroppo nuova. Giusto un anno fa, nel febbraio 2015, si è scoperto che gli utenti avevano nascosto filmati porno su YouTube, celando i titoli dietro l’antico linguaggio irlandese gaelico.  In questo modo, solo chi sapeva della loro esisteva poteva accedervi. Un mese prima, nel gennaio 2015, sempre su Instagram è stato utilizzato l’hashtag #EggplantFriday, col quale gli uomini dovevano fare un selfie al proprio membro, definito col gergo “melanzana” per l’occasione. Il social però ha prontamente censurato il tutto.