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Prostitute robot: a Barcellona apre la prima agenzia di Sex Dolls

Una casa di tolleranza per prostitute robot, a Barcellona ha aperto una struttura dove i clienti possono fare sesso con Sex Dolls iper-realistiche.

La prospettiva di fare sesso con dei robot sembra un’idea da film di fantascienza, un pensiero che probabilmente ai fan della serie Westworld farà correre un brivido lungo la schiena. Se trovate questo orizzonte un po’ inquietante, sappiate che è tutto vero. Prostitute robot a disposizione dei clienti in una sorta di casa di tolleranza, sta succedendo veramente.

Succede in Spagna, a Barcellona per l’esattezza, si tratta di Lumidolls. Un’agenzia pensata per il piacere dei clienti, in grado di fornire ambiente confortevole e rapporti sessuali in cambio di denaro. La prostituzione è il mestiere più vecchio del mondo, come si suol dire, ma mai prima d’ora era stato pensata una struttura dove a “lavorare” fossero bambole robot. Scopriamo insieme di cosa si tratta.

A Barcellona casa di tolleranza con prostitute robot

Lo sappiamo, le prime righe di questo post avranno inquietato molti di voi ma quello che sta succedendo a Barcellona merita di essere commentato. Un evento rivoluzionario a suo modo, presto per dire se diverrà un fenomeno di costume o se questa iniziativa finirà col non aver alcun seguito.

prostitute robot sex dolls
Ecco tre delle ‘prostitute robot’ disponibili su Lumidolls.

Non stiamo parlando di bambole gonfiabili, come potete vedere dalla foto, bensì di Sex Dolls curate nei minimi dettagli, realistiche per quanto riguarda forma e scelta dei materiali, in grado di restituire la sensazione della pelle umana. Il sito dell’agenzia presenta quattro prostitute robot, divise per range etnico.

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Una sex doll africana, una bionda e con pelle chiara, una asiatica e una pensata per gli amanti dei cartoni animati, una sorta di personaggio manga reso “reale”. La tecnologia ha cambiato ogni parte della nostra vita, a quanto pare ora si propone di rivoluzionare anche il sesso e questa iniziativa non è la prima realizzata in tale direzione.

Basti pensare ai prodotti di RealDoll, azienda californiana che offre Sex Dolls programmabili con tanto di “carattere”. Parliamo di dispositivi molto costosi, infatti l’agenzia di Barcellna chiede ben 120 euro l’ora. Una tariffa per pochi, ma se l’idea dovesse decollare è lecito pensare a un mercato più variegato.

Le domande di natura etica sono molteplici, da una parte l’uso di prostitute robot potrebbero togliere dalle strade numerose ragazze, che spesso vivono in condizioni di vera e propria schiavitù riempiendo il portafogli di malviventi, dall’altra sembra realizzarsi un copione in stile Westworld. Voi che ne pensate?

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