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Test 5G in Italia: al via la fase di sperimentazione in cinque città

Su impulso della Commissione Europea, parte la fase test della rete 5G in Italia. Si inizia con Milano, Prato, L’Aquila, Bari e Matera.


Buone notizie per quanto riguarda l’introduzione delle reti 5G in Italia. La nostra nazione, da sempre piuttosto lenta quando si parla di innovazione, sembra essersi data finalmente una svegliata. Il Ministero dello Sviluppo Economico, presieduto da Carlo Calenda, ha infatti dato il via alla sperimentazione del 5G in Italia.

Si inizia con cinque città, poi se tutto andrà come previsto questa tecnologia sarà resa disponibile su tutto il suolo nazionale. Un grande passo per quanto riguarda le reti mobili del paese, che si affacciano timidamente alla quinta generazione. Non si tratta semplicemente di upgrade del 4G ma di una piattaforma che offre soluzioni completamente nuove. Scopriamo insieme di cosa si tratta.

Ecco la rete 5G in Italia

Le cinque aree di partenza sono la zona metropolitana di Milano, il distretto di Prato, L’Aquila, Bari e Matera. Cinque città distribuite sul territorio nazionale per iniziare la rivoluzione del 5G in Italia. Si tratta di una fase pre-commerciale, una sorta di test dunque, la notizia arriva dal sito del Mise, ministero dello sviluppo economico.

5g italia


Una svolta epocale per quanto riguarda la fruizione di dati in mobilità, con punte di velocità che dovrebbero attestarsi intorno ai 20 Gigabit al secondo, con una latenza ridotta al minimo, circa 4 millisecondi. Un’innovazione che va a intersecarsi con nuove prospettive, quali l’Internet delle cose, ma le applicazioni sono numerose e riguardano anche il comparto industriale.

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L’impulso arriva dalla Commissione Europea, che ha invitato le nazioni a scegliere almeno una location per avviare la fase di sperimentazione entro il 2018. Le domande dovranno pervenire entro il 15 maggio, quest’estate saranno resi noti i progetti selezionati, la fase di sperimentazione sarà attiva fino al 2020, poi si farà sul serio con la rete 5G in Italia e in Europa.

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Il bando in questione riguarda non solo gli operatori TLC ma anche enti nazionali o internazionali, centri di studio e di ricerca, con particolare attenzione a enti pubblici e start-up, che saranno tra le realtà che maggiormente trarranno beneficio da questa tecnologia.

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