Whatsapp Facebook, il Garante della privacy apre un caso d’inchiesta

L’autorità Garante responsabile degli obiettivi di mantenimento delle condizioni di privacy per gli utenti finali ha indetto un’istruttoria nel caso Whatsapp Privacy e delle recenti modifiche interne apportate dagli sviluppatori per i riferimenti dati incrociati tra le de piattaforme di social ed instant messaging appartenenti a Mark Zuckerberg.

La modifica dei prescritti termini inerenti la privacy degli utenti Whatsapp ha portato a generare un’istruttoria ora al vaglio del Garante per la Privacy, il quale ha deciso di prendere posizione dopo che gli sviluppatori, in Agosto, hanno deciso di accedere alle informazioni sensibili degli utenti per finalità di marketing e di tracking. Le due rispettive piattaforme, pertanto, sono state invitate alla collaborazione nelle indagini, ed a tal fine dovranno fornire tutti gli elementi essenziali ad una valutazione accurata del caso.

Un portavoce di Whatsapp Messenger replica dicendo che le condizioni di contratto stabilite non violano le norme dell’AntiTrust in materia di privacy. Ad ogni modo, sarà compito della Commissione valutare le condizioni di sussistenza dei nuovi servizi. Dall’Unione Europea, intanto, un ammonimento arriva dalla Germania, dove l’Autorità di Amburgo ha imposto al social di Facebook la cancellazione incondizionata di ogni dato in possesso relativo ai circa 5 milioni di utenti tedeschi, ricordando l’impegno preso da Facebook per la non divulgazione di informazioni sensibili a terzi. Una raccolta dati che, a quanto pare, non è ancora realmente avvenuta.

whatsapp facebook

Il Garante tedesco ha dichiarato apertamente che deve essere facoltà dell’utente Whatsapp il fatto di poter scegliere se condividere o meno le informazioni con Facebook. Johannes Caspar, inoltre, ha reso nota l’intenzionalità di procedere ad una stretta collaborazione con gli altri garanti sul piano internazionale, al fine di impedire un utilizzo incondizionato dei dati ed il loro transfer da Whatsapp Messenger a Facebook.

Le norme stabilite sanciscono il fatto che nessuna informazione personale verrà condivisa con Facebook, anche se dagli accertamenti risulta invece che le Info Account vengono utilizzate quanto meno per scopi pubblicitari. Il Garante, in tal senso ed in quello relativo alla protezione dati, intende procedere ad un’analisi approfondita della questione che verterà sulla tipologia di dati che il servizio di messaggistica incrocia con la piattaforma social, ed in particolare in relazione a:

Modalità per l’acquisizione del consenso da parte degli utenti alla comunicazione dei dati

Misure per garantire l’esercizio dei diritti riconosciuti dalla normativa italiana sulla privacy

Diritto di opporsi incondizionatamente alla scelta

Quindi, le preoccupazioni del Garante, e di certo anche di noi utenti, constano nel fatto di non aver garantita una protezione sull’acquisizione dei nostri dati che, a prescindere dal nostro volere, vengono forzosamente prelevati e dati in pasto a vari servizi terzi. Una questione che solleva parecchi dubbi, se si considera anche il fatto che la vicenda interesserà anche chi non iscritto direttamente ad una delle due piattaforme, visto che viene garantito l’accesso alla rubrica telefonica degli utenti interessati.

Whatsapp

Una situazione che riporta ad un’altra vicenda che ha visto coinvolto Zuckerberg nel caso della geolocalizzazione anche se, stavolta, il Garante non ci andrà affatto leggero. In un modo o nell’altro gli utenti riusciranno a far valere i propri diritti sulla privacy e la protezione dei dati.

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Il vincolo privacy Whatsapp relativo alla partecipazione a nuovi termini del programma può comunque ancora essere aggirato dalle Impostazioni dell’applicazione, procedendo alla voce Impostazioni > Account > Condividi le informazioni del mio account e, da qui, procedere al de-select della funzione alla voce indicata come Condividere le informazioni dell’account WhatsApp con Facebook cui si arriva espandendo la visuale su Leggi Tutto nella pagina dell’informativa. E voi come avete reagito alla notizia?