Hacker

Sicuramente nella giornata del 21 Ottobre vi sarete accorti come moltissimi servizi online non fossero funzionanti. Vi facciamo l’esempio di Twitter, Netflix, Spotify e Whatsapp solo per citarne alcuni. A quanto pare gli Stati Uniti d’America sono stati vittima dell’attacco hacker più grande che si sia mai visto, capace di mettere in ginocchio migliaia di siti, proprio a due settimane dalle elezioni del nuovo presidente USA.

Un attacco hacker mai visto prima

Questo genere di azione informatica non si è svolta però tutta insieme, ma bensì ad ondate ed ha ostacolato il corretto funzionamento dell’Internet in America. Tra le vittime troviamo siti come: Twitter, Netflix, Whatsapp, Spotify, Amazon, Ebay, Cnn, New York Times, Boston Globe, Airbnb, Reddit, Financial Times, The Guardian e molti altri. La genialità dell’attentato però non è stato quello di intasare ognuno di questi siti web (altrimenti impossibile vista la vastità di server dislocati in giro per il globo), ma uno soltanto: la società Dyn, responsabile della ridirezione del flusso internet e traduzione in indirizzi IP dei nomi dei vari website. 

Come infatti riportato dai colleghi di Today, un responsabile per Dyn, tale Kyle Owen, ha dichiarato: “E’ un attacco davvero molto elaborato. Ogni volta che proviamo a neutralizzarli, si adattano. Il Dipartimento alla Sicurezza e l’FBI sono stati informati ed hanno aperto un’inchiesta sulle cause e sugli attori di tutto ciò.” 

Hacker colpisce Fbi

Il Dipartimento di Sicurezza Interna degli Stati Uniti d’America ha tutta l’intenzione infatti di scoprire le cause, e da chi sia partito tutto questo. In molto al momento ipotizzino ad un’azione mirata per destabilizzare il paese in vista delle nuove elezioni presidenziali e la relativa opposizione sia alla Clinton che a Trump. Secondo la Nbc invece, la pista più battuta ricondurrebbe alla Russia di Vladimir Putin, per motivazioni non meglio specificate.

Inutile dire che Twitter, una volta tornato in funzione, è stato inondato da utenti che si sono scagliati contro il proprio paese, incitando i cittadini ad andare e votare molto presto, prima che il sistema finisca di nuovo in mano ad altri. Permangono quindi i timori di quello che potrebbe accadere l’8 Novembre, data in cui sapremo il nome del nuovo Presidente della Casa Bianca e degli Stati Uniti d’America. Rimanete insomma con noi per essere sempre aggiornati sulla vicenda.