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In precedenti analoghe occasioni si è discusso in merito alle novità che, nel corso dei prossimi anni, investiranno il panorama delle connessioni mobili su rete 5G e la banda da utilizzarsi per lo svolgimento delle operazioni di creazione dei canali sui 700MHz.

La normativa che regola questo passaggio è stata oggetto di discussione tra i membri del Parlamento Europeo, del Consiglio e della Commissione, i quali hanno concordato l’utilizzo della banda (compresa tra i 694MHz ed i 790MHz) per l’utilizzo specifico delle nuove applicazioni 5G, da introdursi entro e non oltre l’anno 2020 a livello comunitario.

Come esplicato dagli stessi membri della Commissione Europea, un passaggio necessario per porre in essere un sistema che non entri in conflitto con frequenze vicine sul piano delle interferenze. Andrus Ansip, Vicepresidente della Commissione responsabile per il Mercato unico digitale, ha riferito che:

Il miglioramento del coordinamento dello spettro è indispensabile per offrire un’Internet di migliore qualità a tutti i cittadini europei e spiana la strada al 5G, la prossima generazione di reti di comunicazione, e all’Internet degli oggetti. Oggi abbiamo fatto un primo passo avanti adottando un progetto comune per l’uso della banda dei 700 MHz nell’UE. Sarebbe opportuno spingersi oltre e questo è uno degli obiettivi principali del nostro nuovo Codice delle comunicazioni elettroniche e del piano d’azione per il 5G presentato all’inizio dell’anno. Dovremmo progredire altrettanto rapidamente per queste iniziative, essenziali se si vuol disporre di una connettività di alta qualità nel mercato unico digitale. Se oggi abbiamo trovato una prima intesa, a brevissima scadenza ne dovremmo raggiungere molte di più

Ma perché il passaggio alla nuova banda di frequenza 5G non è così semplice da gestire? La risposta risiede nel fatto che tali frequenze sono attualmente utilizzate per trasmettere segnali televisivi digitali terrestri. In Italia, la situazione si complica e non di poco, visto e considerato che rendere libere le frequenze si traduce nella diminuzione dei multiplex, che a seguito della manovra dovrebbero passare dagli attuali 19 a soli 14.

Ciò significa che le attuali emittenti dovrebbero poter trovare nuovi mezzi di trasmissione, sebbene le concessioni attuali siano state stabilite fino al prossimo 2032. Questo significa che tutti coloro che sono regolarmente abilitati a trasmettere potrebbero andare in contro ad un corrispettivo indennizzo per la liberatoria delle frequenze in caso di impossibilità a trasmettere. connettivita 5g europa iot

Nello specifico, è stato stabilito che:

  • la banda dei 700MHz dovrebbe essere assegnata agli operatori di telefonia mobile e resa disponibile per l’uso della banda larga senza fili entro il 30 giugno 2020 in tutti gli Stati membri dell’UE. Sarà possibile chiedere deroghe debitamente giustificate – per i motivi stabiliti nella decisione – fino al 30 giugno 2022. Gli Stati membri adotteranno e renderanno pubblici i loro piani nazionali per la messa a disposizione della banda entro il 30 giugno 2018. Entro la fine del 2017 dovranno inoltre concludere accordi di coordinamento transfrontaliero;
  • nella banda al di sotto dei 700 MHz (470-694 MHz) viene data priorità a lungo termine all’uso per la radiodiffusione, fino al 2030. Tale priorità è controbilanciata dalla possibilità per ogni Stato membro di adottare un approccio più flessibile all’utilizzo alternativo dello spettro – ad esempio per i servizi mobili multimediali avanzati – in base al diverso grado di diffusione della televisione digitale terrestre (DTT). La Commissione, inoltre, riesaminerà l’uso di questa banda per poter garantire un utilizzo efficiente dello spettro.

connessione 5gGünther H. Oettinger, Commissario per l’Economia e la società digitali, si è poi espresso al riguardo dichiarando che:

Una strategia coordinata per l’intera banda a frequenza ultraelevata ribadisce la nostra visione europea e garantisce agli europei l’accesso a servizi innovativi e a contenuti creativi sia mentre si spostano, dai loro tablet e smartphone, che da casa, tramite i televisori intelligenti. L’apertura coordinata della banda dei 700 MHz è un importante passo avanti nel percorso dell’Unione verso il 5G

Il processo di completamento dell’iter procedurale per la liberazione delle bande di frequenza da destinare ai platform di trasmissione per la quinta generazione di connettività mobile in Italia richiederà tempi più lunghi rispetto al resto d’Europa proprio a causa di quanto precedentemente esplicato.

Proprio a motivo di ciò, già da tempo, si era pensato di passare al nuovo standard di trasmissione televisivo DVB-T2 con HEVC, il quale permette di ottenere un utilizzo efficiente della banda. Pertanto, le soluzioni TV in vendita a partire dal Gennaio 2017 dovranno necessariamente disporre di tale supporto integrato alla ricezione delle nuove frequenze. Inoltre, saranno anche da prevedersi decoder esterni per le soluzioni che non ne sono nativamente provviste.

Riusciremo a realizzare il progetto della creazione di un’infrastruttura di rete di quinta generazione in tempi relativamente brevi? Lo scopriremo a tempo debito. Intanto, puoi rilasciare qui una tua dichiarazione in merito.

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