Apple continua la sua battaglia legale con Qualcomm e dopo gli Stati Uniti sposta la contesa anche in Cina. A pochi giorni di distanza dall’avvio del procedimento giudiziario contro Qualcomm negli USA, la divisione legate della casa di Cupertino apre due nuovi contenziosi in Cina contro l’azienda produttrice dei SoC Snapdragon che viene accusata di non aver abusato della sua posizione d’influenza nel settore dei dispositivi mobili, con pratiche anti concorrenziali, oltre che di non aver mantenuto le promesse in merito al rilascio di licenze economiche sui suoi brevetti che, ad oggi, avrebbero dei prezzi fuori mercato. Apple ha chiesto ai tribunali cinesi che gestiscono le questioni legate alle proprietà intellettuali un risarcimento di 1 miliardo di Yuan che, al cambio attuale, ammontano a circa 134 milioni di Euro. 

Nel corso di un’intervista all’agenzia di stampa Reuters, Don Rosenberg, responsabile legate di Qualcomm ha evidenziato come ad Apple siano state offerte le stesse condizioni già accettate da più di cento aziende in Cina. Tali condizioni non sarebbero state prese in considerazione da Apple.

Ricordiamo che negli USA Apple ha citato Qualcomm per presunte violazioni degli obblighi dei termini FRAND (fair, reasonable, and non-discriminatory, equi, ragionevoli e non discriminatori) con l’adozione di royalty eccessive per mantenere la sua posizione dominante. Stando a quanto emerso dal fascicolo processuale, Apple dovrebbe corrispondere per ogni iPhone 32 GB venduto (da 649 dollari) circa 15 dollari a Qualcomm. Tale cifra è ancora più consistente per gli iPhone con tagli di storage maggiore.

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Qualcomm è già stata condannata in Corea del Sud con una multa di 850 milioni di dollari, per pratiche sleali e monopolistiche, ed è attualmente sotto indagine da parte dell’Unione Europea. Ulteriori dettagli in merito alle accuse di Apple a Qualcomm ed ai possibili effetti dei procedimenti legali dovrebbero emergere già nel corso delle prossime settimane.