Torna nuovamente protagonista della cronaca la centrale nucleare di Chernobyl, vittima del potente attacco cybernetico attuato da Petya. Il ransomware che negli ultimi giorni ha letteralmente sconvolto il mondo informatico, confondendo anche i  massimi esperti in materia per la sua inedita forma, ha colpito anche i sistemi informatici della centrale nucleare di Chernobyl. Parziali i disagi, anche se in Ucraina c’è chi ha temuto per le conseguenze.

Petya, dall’ Ucraina agli Stati Uniti: le vittime eccellenti

Sebbene Petya sia considerato un ransomware alquanto anomalo per modalità e forma, sono in molti a temere per le conseguenze che il famigerato virus ha provocato su migliaia di sistemi informatici di piccole e grandi realtà aziendali. Dall’ Ucraina, dove anche gli stessi sistemi informatici governativi sono andati in tilt, agli Stati Uniti tante le vittime eccellenti. Nivea e Mars sono state colpite in Germania insieme all’ eccellenza pubblica di Deutsche Post, i cui sistemi sono stati in parte compromessi. Si segnalano inoltre casi in Italia, Francia, Regno Uniti, Stati Uniti e India.

Insolitamente è proprio l’Italia il secondo paese dopo l’Ucraina ad avere subito i maggiori attacchi. Sebbene si siano diffuse norme di sicurezza con le quali difendersi dall’ attacco degli hacker, molti sistemi informatici di grandi aziende sono comunque caduti nella trappola di Petya. Sempre più confusi gli esperti, per i quali non si tratta di Petya ma di NotPetya, una variante dell’omonimo ramsonware del 2006 con un inedito sistema di cifratura facilmente modificabile.

Centrale nucleare di Chernobyl sotto attacco, tutti i dettagli

A fare scalpore è però l’attacco mosso ai danni dei sistemi informatici della centrale nucleare di Chernobyl. Sono stati infatti messi fuori uso i dispositivi che monitorano negli impianti i livelli di radiazione dell’intero stabilimento nucleare. Perfettamente funzionanti invece i sistemi interni, non intaccati dal virus.

Si sono vissuti attimi di confusione quando i sistemi automatici di monitoraggio delle radiazioni in centrale sono andati in tilt a causa di Petya. L’azione degli hacker ha compromesso le normali operazioni di controllo informatiche che si sono tenute manualmente per ristabilire la normalità. Così come dichiarato a Reuters da un sovraintendente della zona intorno a Chernobyl, la situazione è oggi tornata sotto il pieno controllo degli esperti.