IA che dipinge
Due esempi di ritratti "dipinti" dall'Intelligenza Artificiale

Una IA che dipinge, con una verve artistica e che migliora man mano che “crea” nuovi ritratti: ecco come Mike Tyka è riuscito a trasformare una rete neurale in un artista. Le sue opere sono il frutto di un lungo lavoro di ricerca ed implementazione tra tecnologia e arte, sfruttando la tecnologia denominata GAN, ovvero generative adversarial network.

Una GAN è il frutto di algoritmi di intelligenza artificiale utilizzati per il machine learning non controllato. Uno dei campi in cui vengono più sfruttate è la produzione di immagini fotorealistiche per visualizzare il design di interni, scarpe, borse o altri oggetti. Fin’ora però nessuno aveva pensato di utilizzarle per creare qualcosa di unico, di artistico, di “vivo”.

IA che dipingeDue esempi di ritratti “dipinti” dall’Intelligenza Artificiale

Myke Tyka, il ‘padre’ della IA che dipinge

Myke Tyka dipinge i volti di persone che non esistono. E’ lui stesso ad ammettere di essere affascinato dai ritratti. “[le facce]…sono interessanti e noi esseri umani interagiamo fortemente con esse, tendiamo a leggere molto al loro interno. Trovo che durante il mio lavoro mi trovo connesso con esse, sono curioso di sapere chi siano quei volti, se sono mai esistiti”.

Tyka ha speso gli ultimi 9 mesi lavorando al suo più grande progetto, Portratis of Imaginary People. Tyka ha quindi lavorato con le GAN, permettendo ad una IA di dipingere volti che probabilmente non sono mai esistiti.

Il primo passo è stato quello di partire dalle strutture basilari. Se si vuole utilizzare una ganna per riprodurre un gatto, bisogna partire da una serie di dati piuttosto ampia da cui prendere spunto. Nel caso specifico, Tyka ha utilizzato più di 20.000 immagini di volti provenienti da Flickr.

Con questa metodologia, si può ottenere una buona approssimazione digitale di un gatto. Ecco perché Tyka si è spinto oltre. Ha utilizzato un’altra GAN per selezionare i lavori migliori della prima. La seconda intelligenza artificiale confronta i lavori della prima con un set di dati, e decide se essa è realistica oppure no.

Come potete osservare dalla galleria, le immagini sono strabilianti ma lontane dall’essere perfette. Questo è un aspetto da non sottovalutare quando si utilizzano questi algoritmi. Le GAN sono difficili da gestire, e per ottenere immagini in alta risoluzione come questi ritratti c’è bisogno di lavorare con livelli multipli, in cui più GAN coesistono e collaborano (o distruggono) il loro lavoro.

Di base infatti un’immagine prodotta da una GAN ha una risoluzione piuttosto bassa, da 128×128 a 256×256 pixels. Un’immagine Full HD ha 1920×1080 pixels, e una in 4K ha 4096×2160 pixels.
La difficoltà di Tyka è nell’addestrare le GAN a migliorare il prodotto finito.

Nonostante i difetti che sono riscontrabili nei ritratti, Tyka è molto soddisfatto del lavoro svolto dalla sua rete neurale. “L’obbiettivo, come molti progetti artistici, è di produrre opere d’arti avvincenti che possono ispirare o farti riflettere”. Secondo Tyka quindi, l’obbiettivo è stato pienamente raggiunto. Una IA che dipinge ritratti è davvero realtà.

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