Marte e possibili tracce di vita

Una nuova ricerca condotta da un team di scienziati canadesi suggerisce che una vasta area su Marte non solo una volta conteneva acqua, ma ospitava altre condizioni che avrebbero permesso ai microbi di prosperare.

Gli scienziati dell’Università di Guelph, dell’Università di Brock e dell’Università di New Brunswick hanno analizzato i dati del rover Curiositysulla superficie del pianeta rosso dal 2012. A bordo del rover vi è uno strumento chiamato “spettrometro a raggi X delle particelle alfa” (APXS), in grado di analizzare le rocce e determinare quali elementi contengono.

APXS, posto come strumento su Curiosity, ha scoperto materiale insolito in queste “venature” rocciose, con concentrazioni più alte di germanio e mai trovate nel Gale Crater. I dati raccolti dal rover indicano che lo strumento ha rilevato alte concentrazioni di zinco e germanio – nell’ordine dalle 10 alle 100 volte superiori al normale – nel cratere, l’area marziana che il rover sta esplorando da quando è atterrato.

Marte e possibili tracce di vita

Jeff Berger, geologo dell’Università di Guelph, ha dichiarato che, con concentrazioni così elevate, dovrebbero esserci attività idrotermali nella zona. Questo è il movimento di acqua riscaldata che spesso dà vita a comunità ricche di microbi sulla Terra, in luoghi come il fondo del mare. “I siti idrotermali sono uno dei primi due obiettivi per esplorare Marte e la ricerca di un’antica vita microbica“, ha affermato Berger, autore dello studio pubblicato su Journal of Geophysical Research. “Perché quelli sono siti sulla Terra dove pensiamo che la vita sia probabilmente iniziata: ha gradienti di calore, fluidi e chimiche che la biologia può utilizzare“.

L’aspetto su cui ora ci si sta concentrando è ottenere più prove in merito. Alte concentrazioni di zinco e di germanio sono state trovate sia dal rover Spirity che da Opportunity e altrove sul pianeta. Ma la differenza principale è che sono stati già localizzate, mentre questi nuovi risultati hanno rilevato minerali diffusi ampiamente sull’intero pianeta.

Il cratere di Gale si è formato circa 3,7 miliardi di anni fa quando un oggetto è entrato in collisione con il pianeta. Nel corso di diverse centinaia di milioni di anni, il cratere era pieno di circa 1,2 chilometri di sedimenti. Il cratere era, una volta, la sede di un lago e di flussi che probabilmente durarono per migliaia o milioni di anni.

Mentre il rover continua la ricerca del suo obiettivo finale – il Monte Sharp al centro del cratere – il team continuerà a monitorare i livelli di zinco e germanio nelle rocce.