marte sistema solare neve

Cosa c’è sotto la superficie di Marte? La prossima missione marziana della NASA si propone di dare risposta a questa domanda. Il progetto InSight, prima missione volta a fare luce sull’interno del Pianeta Rosso, è in programma per il 2018 dopo due anni di ritardi per questioni tecniche.

Gli scienziati sperano che questa missione sia in grado di spiegare la formazione di pianeti rocciosi quali il nostro. Il lancio è previsto nelle cinque settimane seguenti l’8 maggio 2018, non ci sono ancora date precise in ballo.

Il programma InSight è pronto a partire

Sul Pianeta Rosso c’è acqua dove non dovrebbe esserci, Marte non smette mai di stupire e tante altre sorprese potrebbero essere nascoste sotto la sua superficie. L’amministrazione americana non fa mistero dei suoi obiettivi, c’è l’intenzione di inviare personale umano sul pianeta entro il 2030 ma prima bisogna fare luce su diversi aspetti.

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“Il lander è completo e gli strumenti sono stati integrati – afferma Stu Spath della Lockheed Martin – ora possiamo concludere la fase testing”. Fino a oggi, i lander si sono concentrati sulla superficie marziana, analizzando crateri, rocce e vulcani. Insight ci fornirà un quadro inedito circa le profondità del pianeta, il tutto grazie all’ausilio di due strumenti.

Il primo è un sismometro, sviluppato dall’agenzia spaziale francese CNES in collaborazione con altre agenzie, compresa quella statunitense. E è abbastanza sensibile per rintracciare movimenti ampi quanto la metà di un atomo di idrogeno, il suo obiettivo è quello di monitorare le onde sismiche e gli impatti di meteoriti, grazie ai quali sarà possibile ottenere informazioni circa gli strati interni di MArte.

Il secondo strumento è un rilevatore di temperatura in grado di penetrare nella superficie, cinque metri di profondità, per misurare il quantitativo di energia che arriva dall’interno del pianeta. L’obiettivo finale è quello di scoprire di più sulla formazione di pianeti come Venere, Terra e Marte. Il Pianeta Rosso sembra più semplice da analizzare perché le sue placche tettoniche – a differenza di quelle terrestri – non sembrano attive.

C’è anche un altro componente sperimentale, che userà trasmissioni radio per investigare circa i cambiamenti della rotazione marziana sul suo asse. Questo dato potrebbe fornire risposte circa la grandezza del nucleo marziano.

Fonte: seeker.com