Tempesta magnetica sull'Italia, telecomunicazioni disturbate a causa delle eruzioni solari

Una violenta eruzione solare ha provocato una tempesta magnetica che, da ieri, si è abbattuta sulla Terra, provocando uno stato di allerta generale. Secondo le previsioni dell’Agenzia americana per l’Atmosfera e gli Oceani (Noaa), la tempesta elettromagnetica prevista per domani 8 Settembre avrà un’intensità G3 in una scala che va da 1 a 5. 

Una tempesta di intensità media, generata dalla più forte eruzione solare che si sia verificata nel corso degli ultimi 11 anni. A generare la tempesta di particelle è stato un brillamento, detto anche eruzione solare, ovvero una violenta eruzione di materia stellare proveniente dal nostro Sole.

Tempesta magnetica sull'Italia, telecomunicazioni disturbate a causa delle eruzioni solari

La potenza di questi fenomeni è fuori dalla scala di comprensione dell’essere umano: durante un brillamento viene sprigionata un’energia pari allo scoppio di decine di milioni di bombe atomiche. Particelle energetiche vengono emesse da questi eventi e sono le principali cause di fenomeni quali l’aurora boreale e australe.

Quando ci sono eruzioni così violente il rischio è che la tempesta elettromagnetica generata da queste particelle sia così violenta da danneggiare gli apparati elettronici. C’è la possibilità che i satelliti in alta quota vengano danneggiati, impedendo così le telecomunicazioni e lasciando solo le linee di terra a disposizione della popolazione.

La tempesta avrà il suo picco domani 8 Settembre, colpendo il circolo polare. Già da oggi alle 5:00 ora Italiana la nostra penisola è colpita, in maniera non grave, da questi sciami di particelle. Non dovrebbe causare danni alle apparecchiature elettroniche o disturbi alle telecomunicazioni troppo gravi, sebbene ci sia la possibilità che i disturbi possano scendere fino a latitudini più basse. Nei casi più gravi possiamo aspettarci comunicazioni radio disturbate e difficoltà nell’uso dei sistemi di posizionamento GPS/GLONASS che utilizziamo abitualmente nei nostri smartphone.