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Il 21 marzo del 2011 il reattore nucleare numero uno dell’impianto di Fukushima è diventato tristemente famoso a causa dello tsumani seguito al terremoto Tohoky. Sebbene i reattori si siano automaticamente spenti dopo le scosse, lo tsunami ha disabilitato i generatori d’emergenza togliendo così l’energia necessaria per raffreddare i reattori.

Il risultato sono state tre esplosioni e il rilascio di materiale radioattivo dal 12 al 15 marzo, con tanto di evacuazione della popolazione circostante e grandi sforzi per decontaminare l’area. Sono passati ben cinque anni da allora, il fotografo polacco Arkadiusz Podniesiński si è recato in Giappone per immortalare i luoghi del disastro nucleare.

 

Fukushima, cosa resta dopo il disastro

16 mila morti, 6000 feriti e 2600 persone ancora disperse, il Giappone cinque anni fa si trovava in ginocchio, tanto che il governo paragonò quel disastro a quello che nel 1986 rese famosa Chernobil. Vi mostriamo alcune foto in grado di raccontare cosa resta di quei giorni. 

Podniesiński ha immortalato immagini inquietanti, che raccontano un tempo rimasto fermo al momento del disastro. Le strade di Futaba, ormai un villaggio fantasma. Si tratta di uno dei paesi nella zona rossa intorno alla centrale di Fukushima, livello di contaminazione altissimo.

Dopo l’evacuazione, la natura ha preso il sopravvento arrivando il alcuni casi quasi a cancellare i segni della vita precedente. Un’auto abbandonata, quasi interamente coperta dalla vegetazione, ormai il veicolo è parte dell’ambiente.

Una scuola primaria a 300 dall’oceano a Namie. Questa è l’aula musicale, sono ancora ben visibili le scritte sulla lavagna in fondo alla stanza. L’evacuazione ha colto tutti di sorpresa, la sedia vuota di fronte al pianoforte vale più di mille parole.

Un negozio abbandonato, tanti prodotti ormai inutilizzabili, le ragnatele rendono ancora più inquietante questo scatto.

La natura non si ferma, ma questa immagine merita un’occhiata più attenta. Potete notare alcune macchie chiare, questo è un effetto delle radiazioni. Gli effetti del disastro rimarranno visibili per molto tempo ancora.

Siamo nuovamente a Futaba, una lunga fila di automobili abbandonate che stanno piano piano venendo inghiottite dalla vegetazione.

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