memoria

I progressi scientifici e tecnologici dovrebbero essere ringraziati per molte cose perché, grazie alle loro importanti innovazioni, l’essere umano può vantare una migliore qualità della vita. Ora, possiamo aggiungere un ulteriore progresso di questo tipo alla lista, già molto lunga.

Un’indagine dell’Università della California del Sud ha dimostrato che esiste la possibilità di migliorare la capacità della nostra memoria grazie a un impianto cerebrale. Per mezzo di un chip, gli scienziati sono riusciti a raccogliere informazioni relative all’attività cerebrale, dalle quali è stato possibile determinare quale fosse il modello associato alla prestazione ottimale del cervello.

È stato attraverso un reclutamento volontario di 20 persone che è stato deciso di provare il dispositivo innovativo. I soggetti sottoposti al test erano dotati di un impianto di elettrodi cerebrali per il trattamento dell’epilessia. Attraverso questi elettrodi, il cervello è stato stimolato dalle correnti elettriche nell’ippocampo, dove è stato possibile rilevare che vi erano miglioramenti del volontario. Questi, infatti, raggiungeva un modello operativo ottimale, mentre eseguiva uno specifico compito di apprendimento.

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Come risultato finale, questa ricerca pubblicata sulla rivista New Scientist, è riuscita a migliorare tra il 15 e il 25% la capacità di memorizzare le informazioni da parte dei volontari. Un fatto abbastanza incoraggiante per il tentativo di migliorare gli attuali trattamenti contro le malattie degenerative del cervello.

Ma pensiamo anche all’invecchiamento della nostra materia grigia e delle problematiche legate al non riuscire a ricordare più le cose con semplicità. Non si tratta solo di rallentare l’invecchiamento del cervello, ma di aumentarne la “capacità” proprio come si fa oggi con uno smartphone.