Cassini-Huygens è la sonda spaziale inviata dalle agenzie aerospaziali americana, europea e giapponese il 15 ottobre 1997 per orbitare intorno al pianeta Saturno. Grazie a questa sonda per 20 anni siamo riusciti a scoprire importanti informazioni sul sesto pianeta del sistema solare. Abbiamo avuto nuove immagini sulla sua sesta luna, Titano, definito dalle recenti immagini come il secondo pianeta blu.

La sonda entrò in orbita nel 2004 e per circa tredici anni ha raccolto dati sulla sua atmosfera, microclima. Ha analizzato dati importanti come se ci fosse un astronauta a bordo. E’ infatti la prima sonda automatica a effettuare una missione di così tanta importanza nello spazio.

Dopo un’estensione della missione nel 2009, soprannominata “Cassini Equinox”, da fine aprile 2017 la missione ha intrapreso la fase finale durante la quale sono state catturate le ultime immagini del pianeta e delle sue lune. Da maggio 2017 fino a settembre ha invece catturato le ultime immagini degli anelli. La missione è terminata il 15 settembre 2017 e dal giorno la sonda ha progredito alla sua distruzione.

Nonostante ciò tutt’oggi arrivano sempre immagini della sonda, immagini importanti grazie alle quali le agenzie aerospaziali scoprono numerosi tratti del pianeta.

 

 

 

Grand Final: i tuffi attorno agli anelli

Le ultime parti della missione sono state dedicate agli anelli. Sono proprio loro il grande fascino del pianeta sin dalle sue prime immagini.

Analizzando i dati di Cassini, i ricercatori della NASA hanno trovato prove di particelle e gas dagli anelli interni di Saturno che cadevano nella sua atmosfera superiore. L’entità della pioggia è di circa 22.000 libbre (10.000 chilogrammi) di materiale al secondo. Non tutte le particelle provenienti dagli anelli cadono sulla sua atmosfera, molte diventano elettricamente cariche. Queste ultime si muovono a spirale lungo le linee del campo magnetico cadendo su Saturno in un fenomeno chiamato pioggia anulare.

Confrontando i dati della sonda madre con la sonda Huygens atterrata su Titano, si è scoperto che le particelle sono costituite da diversi composti organici. Esisterebbero quindi tre distinti serbatoi di molecole organiche nel sistema di Saturno.

I fenomeni riguardanti il bellissimo pianeta dai grandi anelli continuano ad affascinare gli scienziati e ad essere di notevole importanza scientifica. Sicuramente le missioni su Saturno continueranno vista l’importanza di questi dati e la voglia di scoprirne degli altri. Come dichiarato dai ricercatori stessi:

Quasi tutto quello che succede in quella regione si è rivelato una sorpresa. Era importante andare lì, esplorare un posto in cui non eravamo mai stati prima e la spedizione ha davvero dato i suoi frutti – i dati sono tremendamente eccitanti.