La celiachia è una malattia che colpisce l’apparato digerente e colpisce particolari soggetti predisposti geneticamente. L’incidenza è data anche da un fattore ambientale, infatti nei paesi mediterranei c’è una percentuale più elevata rispetto ai paesi nordici.

Secondo alcuni studi questa è una malattia autoimmune. I soggetti celiaci infatti non hanno un enzima particolare in grado di digerire il glutine presente in molti cereali come grano, frumento, orzo, farro, avena, segale, spelta. In poche parole il sistema immunitario dei soggetti celiaci attacca l’intestino dove manca proprio quell’enzima per digerire il glutine.

La malattia celiaca non è da sottovalutare. Se non diagnosticata subito può portare a gravi problemi come ad esempio calcificazioni cerebrali, osteoporosi, neoplasie, detarmatiti, infertilità e nelle donne anche alterazione del ciclo. Un celiaco tra l’altro ha una grande carenza di vitamine, ferro, folati, sali minerali.

Sfortunatamente c’è anche un legame con altre malattie come diabete, psoriasi, tiroidite (tutte malattie autoimmuni) e inizialmente intolleranza al lattosio. Quest’ultima è dovuta alla distruzione dei villi intestinali, impossibilitati all’assorbimento del cibo.

La celiachia si può riconoscere con pochi semplici sintomi: gonfiore addominale, vomito e diarrea, stanchezza cronica, perdita di peso, iponutrizione con conseguente perdita di capelli e debolezza delle unghie. Dagli esami del sangue è possibile notare anche livelli di emoglobina molto bassi che determinano stanchezza, debolezza, colorito bianco della pelle. In alcuni soggetti è presente anche una particolare dermatite, erpetiforme, per la quale sono presenti nella pelle delle chiazze rosse, simili al morbillo.

Come cura al momento è possibile seguire solamente una dieta priva di glutine, sostituito da cibi fatti di riso, mais, quinoa, grano saraceno… Anche se una ricerca finlandese ha dato una piccola speranza.

 

 

 

 

Una cura finlandese

Amg714 è un farmaco sperimentale sviluppato da un gruppo di ricerca finlandese che potrebbe aiutare i celiaci nell’ingestione involontaria di glutine. Si tratta di un anticorpo in grado di bloccare l’interleuchina 15 e riducendo così i sintomi dovuti dalla piccola ingestione di glutine. Non è un farmaco che può essere preso per mangiare cibi contenenti totalmente glutine. Ricordiamo infatti che al momento non esiste una cura simile, né farmacologica né un vaccino.

Come dichiarato dai ricercatori il farmaco serve solamente per curare le contaminazioni. E’ molto difficile essere sicuri di mangiare qualcosa totalmente privo di glutine. Anche se un cibo viene cucinato personalmente da un celiaco, non c’è la completa garanzia che questo, se comprato, sia privo di glutine. Sono numerose le aziende che trattano contemporaneamente cibi con e senza glutine ed è quindi difficile stabilire che un cibo senza glutine sia completamente senza.

I soggetti a cui è stato somministrato l’antibiotico dopo la cura hanno notato una diminuzione dell’infiammazione intestinale e nessun effetto collaterale.

Nel grafico è riportata l’incidenza dei soggetti partecipanti allo studio finlandese

 

 

 

 

L’alternativa software americana: Nima

Nima è un piccolo laboratorio software portatile, sviluppato da due studenti celiaci del MIT. L’alimentazione fuori casa è molto pericolosa per un celiaco. Anche nei locali certificati, che espongono e garantiscono menu senza glutine, è possibile una piccola distrazione per cui il cibo viene contaminato. Molti soggetti non si accorgono di ciò, altri sì. Molte persone sono morte per aver mangiato un cibo contenente glutine. L’ingestione del glutine in alcuni soggetti porta allo shock anafilattico dal quale è difficile salvarsi se non aiuti tempestivamente.

Per ovviare ciò i due studenti hanno progettato un piccolo macchinario nel quale viene inserito il cibo prima di mangiarlo. Il software lo elabora e se è presente una quantità di glutine inferiore ai 20 ppm (quantità ingeribile) compare un sorriso. I celiaci possono quindi mangiare quella pietanza. Se invece è presente una quantità di glutine superiore compare nello schermo una spiga di grano. Il celiaco potrà quindi avvisare i ristoratori e mandare indietro la pietanza. In questo modo non solo si potrebbero salvare delle vite ma anche evitare spiacevoli sintomi dovuti alla contaminazione.

1. Assaggiare: inserire una piccola porzione di cibo nella capsula Nima 2. Test: inserire la capsula all’interno del sensore e premere start 3. Risultato: in pochi minuti Nima ti dirà se il cibo contiene glutine o meno

Il dispositivo può essere attualmente acquistato online per soli 279$ con tre capsule in omaggio. Successivamente ci sarà il costo delle capsule in cui inserire il cibo prima di testarlo dalla macchinetta.