Europa è il secondo satellite di Giove ed il sesto per ordine di grandezza nel sistema solare. Galileo lo scoprì nel gennaio del 1610 insieme ai suoi fratelli Io, Callisto e Ganimede. Europa deve il suo nome alla mitologia secondo cui Europa fosse l’amante di Giove, divinità romana corrispondente a Zeus. In astronomia è nota però come Giove II.

Attualmente nessuna esplorazione è arrivata sul satellite, solo sonde inviate per descrivere la superficie. La prima sonda lanciata negli anni 70 dedicata a Galileo inviò le prime immagini del satellite.

 

 

 

La composizione di Europa

Nel nucleo sono presenti dei metalli come nichel e ferro i quali causano movimenti della crosta terrestre. Anche Europa come la Terra dovrebbe essere sottoposta alla tettonica a placche. L’ipotesi è stata confermata nel 2014 dalla NASA grazie al telescopio Hubble, tramite il quale un anno prima si videro dei fenomeni di geyser.

La crosta di Europa è formata da acqua ghiacciata sotto la quale è presente un oceano di acqua liquida. L’acqua rimane nello stato liquido per i fenomeni di risonanza con Giove, Io e Ganimede che portano a farle sprigionare calore, lasciando quindi parte dell’acqua liquida.

L’atmosfera sembra essere composta principalmente da ossigeno. Tutti questi dati portano all’ipotesi che ci possa essere vita su Europa, perciò nel 2020 e nel 2022 la NASA lancerà due importanti missioni.

 

 

 

 

Punte frastagliate di ghiaccio alte circa 50 piedi

Visto le imminenti missioni che coinvolgeranno il satellite, non vengono a mancare osservazioni preliminarie. Daniel Hobley, uno scienziato dell’Università di Cardiff, ha condotto uno studio in cui afferma che sul satellite sono state trovate delle punte di ghiaccio irregolari molto elevate e soprattutto molto vicine le une alle altre. Lo studio è stato pubblicato lunedì sulla rivista inglese Nature Geoscience. Questa sarebbe una minaccia per l’atterraggio di sonde in missioni future ma per ovviare questo problema la NASA cerca una soluzione strutturale per le proprie sonde.

Dalle prime osservazioni le “montagne” sono molto simili ai “penitentes” che si formano nel Chile durante i freddi inverni. Il fenomeno è originato dall’estremo e asciutto freddo che insieme ai raggi del sole comportano la sublimazione della neve. Il ghiaccio a questo punto diventa vapore acqueo senza sciogliersi prima. Qualche anno fa gli scienziati scoprirono lo stesso fenomeno su Plutone e ciò suggerisce come le punte frastagliate siano simbolo di un ambiente ghiacciato.

Per avere una maggiore certezza sul ghiaccio di Europa dovremmo aspettare le future missioni della NASA sperando in una rapida adattabilità della struttura delle sonde alla superficie frastagliata.

Se davvero esiste vita su Europa chissà come si sono organizzati per abitarla. Magari anche a questo risponderanno le future missioni.