Sin da sempre trovare le proprie origini è un obiettivo degli appassionati genealogici e di chi vuole sapere di più sulla propria famiglia. Anni fa era molto difficile quando non esisteva internet, soprattutto trovare la propria famiglia biologica ma fortunatamente le chiese possedevano i dati di tutti.

Con l’avvento di internet alcuni registri sono stati digitalizzati e quindi disponibili online per chiunque li voglia consultare. Anche con i social network riuscire a trovare la propria famiglia d’origine è più facile, grazie alla nascita di centinaia di gruppi atti a tale scopo.

Tra i numerosi siti internet sulla genealogia in Italia spopola MyHeritage, un sito fondato dalla Chiesa Di Gesù Cristo Dei Santi degli Ultimi Giorni. In questo sito è possibile registrarsi, scrivere il proprio albero genealogico e quando il sistema trova le corrispondenze tra più alberi dove sono presenti le stesse persone con identici dati biografici crea una corrispondenza. Si possono così trovare cugini in tutta la parte del mondo e scoprire anche segreti sulla propria famiglia che nessuno conosceva.

Nel sito è possibile anche richiedere il proprio test del DNA mondiale. Ovvero un test del DNA tramite il quale si conoscono le proprie origini. Possiamo essere caucasici da generazioni ed esprimerlo al meglio fisicamente in tutto e per tutto però magari discendiamo da una stirpe africana che si spostò migliaia di anni fa nel Nord Europa. Con quest’opzione si evidenzia bene quanto il sito sia gestito dalla chiesa cattolica per cui tutti siamo fratelli.

 

 

 

 

 

La scoperta del giovane hacker

In America nel 2013 un famoso hacker scoprì come fosse facile risalire all’identità delle persone registrate anonimamente in siti come MyHeritage (presente anche in America ma in percentuale minore rispetto all’Italia). Da questa dichiarazione tutti i siti sono obbligati a privatizzare i dati dei propri iscritti.

Cinque anni dopo questa restrizione ogni membro può scegliere se e quali dati rendere pubblici o privati. Questi dati sono così importanti che si può trovare circa metà della popolazione americana dalle sole interazioni con gli iscritti. Non importa che tu sia o meno registrato nel database ma l’interazione con gli iscritti può portare a te.

Un gruppo di ricerca ha analizzato al riguardo un database con circa 2 milioni di utenti e sono riusciti a trovare parentele fino al terzo grado semplicemente correlando il 60% delle ricerche effettuate.

Di questo fenomeno si sono serviti i poliziotti che lavoravano al caso del Golden State Killer. Utilizzando questi database e incrociando i DNA disponibili e quelli trovati nelle scene di crimine dopo 40 anni è stato possibile trovare il famoso assassino. E’ stato così scoperto il DNA dell’assassino e della moglie.

La Corte Suprema americana ha deciso che questa piattaforma non può essere pericolosa poiché non si può ricavare nessun dato strettamente personale. Al momento il database può essere utilizzato solo dalle forze dell’ordine per casi estremamente difficili da risolvere e per appurare veramente chi sia il colpevole.

Molti esperti ritengono che il Governo americano possa accedere tranquillamente al database e tenere sotto sorveglianza genetica tutti i cittadini. Al cospetto esiste una legge secondo la quale questi dati possono essere usati solo per indagare su crimini violenti, omicidi o violenze sessuali. La portata della ricerca è inoltre limitata, per evitare che centinaia di persone innocenti siano irretite nelle indagini. Esiste anche un comitato di supervisione che interviene e impedisce la divulgazione involontaria di informazioni sensibili.