Un recente studio ha dimostrato come le persone che assumano costantemente carne abbiano un rischio di sviluppo del cancro al seno superiore al 9% rispetto ad altri soggetti. Già prima di questo studio l’OMS aveva dichiarato come mangiare carni elaborate possa comportare l’insorgenza di cancro.

Dallo studio risulta un legame tra cancro al seno e carni elaborate ma ancora nessuna relazione di causa-effetto concreta. Il legame potrebbe non essere la carne in sé ma ad esempio il tipo di animale usato, cosa abbia mangiato l’animale, se sia stato dopato, la zona in cui è stato allevato. Quando mangiamo un animale stiamo mangiando in piccola parte anche tutta la sua storia. Una mucca allevata in una zona malsana ricca di sostanze chimiche e radiazioni nucleari è meno sano di una mucca allevata in alta montagna, al pascolo brado che mangia foraggio sano e controllato.

Secondo uno studio britannico il consumo ideale giornaliero di insaccati non deve superare i 9 grammi. Oltre il tumore la carne può comportare altri problemi come ad esempio al fegato e al cuore (carni troppo grasse), nonché causa accumulo nelle articolazioni di acido urico.

 

 

 

 

Cos’è il cancro

I tumori maligni non sono altro che la riproduzione incontrollata delle nostre cellule. In base al tipo di cellule si da il nome al tumore.

Il cancro insorge in persone predisposte geneticamente: esiste un fattore nel DNA che controlla la riproduzione delle cellule e se questo fattore ha un malfunzionamento le cellule impazziscono e si riproducono come e quando vogliono. In concomitanza ai geni si ha uno stile di vita non troppo sano e una sbagliata alimentazione.

Per prevenire il cancro non ci sono particolari cure, serve prevenzione, visite periodiche per controllare lo stato di salute di tutti gli organi. Condurre una vita sana, mangiare bene seguendo la piramide alimentare e praticare sport. Evitare lo stress sarebbe un ottimo strumento di prevenzione e anche fare periodicamente dei week-end in zone di mare o montagna per riossigenare bene i polmoni e pulirli dall’inquinamento a cui sono sottoposti ogni giorno in città.

Scoprire se si ha un cancro al seno è facile. Oltre alla visita di routine è possibile procedere con l’autopalpazione. In posizione supina si posiziona un braccio in alto dietro la testa e con l’altro si eseguono movimenti rotatori con le tre dita della mano per tutta la ghiandola mammaria, controllando anche sotto l’ascella dove ha sede un’importante linfonodo. Durante i movimenti dobbiamo controllare se sono presenti dei noduli e nel caso avvisare un medico.

 

 

 

 

 

La carne trattata

In alcune regioni la tradizione di insaccati e salsicce è una tradizione più che secolare. La tradizione nasce per conservare al meglio la carne e cercare di buttare meno parti dell’animale.

Nella fase di insaccatura si procede ad aggiungere nella carne dosi di sale, conservanti, salnitro e spezie. Successivamente si affumica la carne per evidenziare alcuni sapori oppure la si conserva sotto opportune condizioni.

Le teorie che portano alla conclusione che questa carne sia altamente cancerogena sono molte. La più “affidabile” afferma che il sale di polimerizzazione può reagire con le proteine ​​nella carne per renderlo cancerogeno.

 

 

 

 

 

Possibili soluzioni

Oltre alla prevenzione è bene ridurre il consumo di insaccati, carni lavorate, carni in scatola e in generale anche la carne. E’ bene ridurre il consumo non eliminare la carne. La carne è un piatto molto importante nella nostra dieta soprattutto per il ricco contenuto di ferro e proteine utili per l’energia giornaliera. Giornalmente è bene non consumare più di 70 grammi di carne rossa al giorno, di cui 9 insaccati.

i risultati dello studio dovrebbero essere seguiti per indagare i legami tra carne lavorata e cancro e vedere se il rischio associato potrebbe essere ridotto, ad esempio attraverso nuovi metodi di produzione alimentare.