Il numero degli abitanti sul nostro pianeta continua incessantemente ad aumentare. Sfamare oltre 10 miliardi di persone potrebbe non essere così semplice, considerando anche i cambiamenti meteorologici dovuti anche all’inquinamento atmosferico. Un recente studio di un gruppo di ricercatori dell’Università di Oxford ha analizzato delle possibili soluzioni per il futuro, riguardante soprattutto l’alimentazione.

 

L’alimentazione del futuro

Innanzitutto, bisogna sottolineare che la temperatura atmosferica influisce nell’alimentazione, in quanto, come emerso dall’ultimo rapporto dell’IPPC, aumenti, anche inferiori ai 2°, della temperatura portano a danneggiare i raccolti e quindi diminuire la quantità di cibo prodotto. Si è stimato che la produzione globale del grano diminuirà del 6% e quella del mais del 7%. Un altro fattore è dovuto anche al metabolismo degli insetti, che, con il riscaldarsi delle temperature, richiedono un maggiore nutrimento, che trovano nei nostri raccolti.

Le soluzioni per avviare questa futura problematica sono principalmente due, e pubblicate sulla rivista Nature.

  • Cambiare stile di alimentazione, passando ad una dieta “flexitarian“, ovvero vegetariana flessibile. Consiste nel ridurre abbastanza la carne, visto che la produzione e l’allevamento intensivo provocano problemi di gas serra, oltre ad incidere sull’ambiente in generale in vari modi. Alla carne bisogna preferire soprattutto i prodotti vegetali, derivanti dai raccolti, utilizzando tecnologie per quest’ultimi sempre più all’avanguardia per migliorare il drenaggio dell’acqua ed aumentare la quantità prodotta.
  • Bisogna ridurre al massimo gli sprechi di cibo, dimezzandolo infatti si ridurrà del 16% il danno atmosferico verso l’agricoltura e l’allevamento. Per fare ciò bisogna attuare un grande lavoro di coordinazione, a partire dal raccolto, passando dall’immagazzinamento al trasporto, fino alla successiva distribuzione e vendita dei prodotti alimentari.