bepicolombo

La partenza della missione è avvenuta dalla base di Kourou, nella Guiana francese, a bordo di un razzo Ariane 5. Un’operazione riuscita, dopo molti mesi di preparazione del progetto che riunisce l’agenzia spaziale europea ESA e la consociata giapponese JAXA.

Questa è la prima missione europea verso Mercurio, il più piccolo pianeta del sistema solare e il più vicino al Sole. L’obiettivo è quello di raggiungere la sua orbita e studiare i vari aspetti dell’ambiente, l’origine e l’evoluzione del pianeta, la sua struttura e la composizione, le caratteristiche del suo campo magnetico e le dinamiche dell’esosfera.

Finora solo due missioni hanno visitato Mercurio, ovvero quella di Mariner-10 e Messenger della NASA (concentrati sulla superficie, lo spazio ambientale e la geochimica). La prima fu una missione di approccio che inviò fotografie catturate nel 1974 e nel 1975, mentre Messenger fece tre approcci nel 2008 e nel 2009 prima di studiare il pianeta dalla sua orbita tra marzo 2011 e aprile 2015.

 

La missione BepiColombo

La missione congiunta tra ESA e JAXA prende il nome da BepiColombo in onore del matematico e ingegnere italiano Giuseppe (Bepi) Colombo, che visse tra il 1920 e il 1984 e dedicò la sua ricerca al pianeta Mercurio. A bordo ci sono due sonde, con scopi diversi. Uno preparato dall’ESA studierà la superficie, l’interno e lo strato esterno dell’atmosfera di Mercurio, l’esosfera, mentre l’altro, di JAXA, analizzerà la magnetosfera, la regione alla più alta altitudine che circonda il pianeta.

Il viaggio avrà una durata di sette anni, usando una combinazione della gravità della forza pianeti insieme con i propulsori per raggiungere l’obiettivo. E così BepiColombo tornerà di nuovo verso la Terra, poi Venere e, infine, si avvicinerà a Mercurio. Dopo di ciò, inizierà la vera missione di osservare i misteri del pianeta, che dovrebbe durare un anno, un termine che può essere esteso di altri 12 mesi.

La missione conta sulla partecipazione di diversi Paesi e scienziati. Tra le apparecchiature di bordo da segnalare, una che monitorerà le radiazioni nello spazio durante il viaggio e l’operazione di uno dei satelliti.