Sono notizie che a nessuno fa piacere di leggere eppure è successo di nuovo, il surriscaldamento globale ha iniziato a fare un’altra vittima. Per la prima volta da millenni, la zona di ghiaccio più antica dell’artico ha subito una danno ingente che ha preso le sembianze di un’enorme frattura. Il dato è di per sé allarmante, ma lo è ancora di più considerato che si tratta della zona che ha sempre resisto, anche ai mesi più caldi.

Per quanto negli anni i ghiacci sia del Polo Nord che del Polo Sud hanno iniziato a ritirarsi, le zone interne hanno sempre mantenuto la propria integrità. Un’ondata di caldo senza precedenti che ha colpito l’area però è riuscita a minare la compattezza facendo comparire la sopracitata crepa.

 

Il fenomeno peggiora

Secondo gli scienziati che studiano con cura la zona, un’ondata anomala di caldo ha messo in crisi il già delicato equilibrio. Le temperature hanno registrato picchi anomali in tutti i mesi tra febbraio ed agosto. Nonostante questo il ghiaccio aveva retto, ma con l’arrivo di ulteriori venti caldi ha ceduto.

La situazione attuale risulta particolarmente terrificante, a detta degli esperti. Se la parte più resistente ha presentato un tale danno, per le zone più esterne il tutto risulta ancora più catastrofico. Sempre riprendendo le parole degli scienziati, la quasi totalità della calotta settentrionale della Groelandia è ormai parzialmente fratturata e quindi mobile. Tale frammentazione rende il ghiaccio ancora più sensibile ai cambiamenti climatici. Non c’è rischio di Iceberg che vanno alla deriva, ma il danno è un sintomo del surriscaldamento globale e quanto danno sta facendo al nostro pianeta.