Se c’è un’affermazione che si sente dire spesso è “una volta non c’erano così tante allergie”; è vero. Un esempio è l’allergia alle arachidi che secondo il direttore del Jaffe Allergy Institute di New York ha raggiunto livelli quasi epidemici. I suoi studi insieme ad altri dati, hanno rilevato come l’incidenza è passata da un bambino ogni 250 ad un bambino ogni 70; questo aumento è stato registrato tra il 1997 e il 2008 quindi al momento la situazione potrebbe anche essere peggiorata.

A volte capita che le allergie e le intolleranze compaiono in un individuo anche dopo anni senza sintomi. Questo fatto legato alla disinformazione e alla sfortuna sta portando alla morte di moltissime persone allergiche. Definirla un’epidemia non è solo sensato per via della diffusione, ma anche per via della mortalità.

 

Difese immunitarie più basse

Le cause dietro a questi aumenti sono diverse ma quella che il dottor Scott Sicherer tira in ballo è quella legata all’ossessione per la pulizia. Tale aspetto fondamentale di una società civilizzata sta avendo come effetto collaterale l’abbassamento delle difese immunitarie. Le reazioni allergiche sono proprio causate del sistema immunitario il quale identifica erroneamente il cibo come una minaccia facendo partire le difese del nostro organismo.

A volte questi effetti sono solo dei fastidi, ma spesso possono portare anche alla morte per via dell’innescamento di anafilassi pericolose con gravi ripercussioni sull’apparato respiratorio. Come detto, diverse allergie compaiono col tempo mentre altre spariscono, ma al contrario quella alle arachidi dura tutta la vita.

Attualmente non ci sono dei rimedi, ma ci sono degli studi che seguono il principio dei vaccini. Un’iniziale esposizione all’allergia in giovane età potrebbe prevenire effetti collaterali in futuro o comunque a rendere l’organismo più tollerante.