Negli ultimi anni gli assistenti virtuali sono cresciuti in numeri in una maniera quasi esponenziale e qualcuno ha ben pensato di creare un social network dedicato a quest’ultimi. La società dietro a questo progetto è Avaya la quale ha presentato ufficialmente un brevetto all’ente preposto negli Stati Uniti; l’inizio dello sviluppo è pensato per la fine di quest’anno.

Ha una sua logica o si tratta solo di una trovata pubblicitaria?Lo scopo di tutto questo, apparentemente, è quello di migliorare le capacità fondamentali di tali software, quelle per cui vengono utilizzate dalle grandi aziende. Forse siamo abituati a sentir parlare di Alexa di Amaxon o Siri di Apple, ma la fuori ce ne sono tantissime anonime usate principalmente come chatbot per l’aiuto ai clienti.

 

Imparare dalle altre

A detta dai possibili fondatori, il social network verrà usato come una grande banca dati per gli assistenti virtuali dove quest’ultimi potranno interagire tra di loro così da incrementare il loro numero di risposte con il fine di rispondere meglio all’utente finale. Sempre teoricamente parlando, gli assistenti saranno in grado di imparare dagli altri tutta una serie di informazioni che poi potranno essere usate a loro piacimento.

Ecco uno stralcio di dichiarazione fatto dalla Vice Presidente Senior dell’innovazione di Avaya: “Grazie all’automazione dei sistemi di assistenza clienti e organizzazioni, questi aspetti non sono più vincolati dai limiti delle risorse umane e possono soddisfare le esigenze della clientela offrendo un’esperienza intuitiva, intelligente e sempre attiva attraverso tutte i punti di contatto. Per questo motivo i bot stanno rapidamente diventando uno degli strumenti più efficaci per ottenere un impatto positivo sul servizio clienti, uno strumento secondo solo alle interazioni vis-à-vis.