Proseguono le ricerche del prof. Giovanni Saggio nel campo della diagnostica medica. Parte la fase di realizzazione dei prototipi di uno strumento per la diagnosi di alcune patologie tramite la voce.

 

Le ricerche del prof. Saggio

Il prof. Giovanni Saggio, dell’Università di Tor Vergata (Dipartimento Ingegneria Elettronica), ha messo a punto uno strumento per analizzare la voce e ricavarne la diagnosi di alcune patologie. Questa tecnologia permette di individuare alcune patologie tramite variazione di parametri vocali caratteristici. La diagnosi potrebbe avere una possibilità di errore molto bassa (minore dell’1%).

Tra le patologie più importanti rilevate con questo strumento vi sono l’Alzheimer, il Parkinson e la tubercolosi. Può rilevare anche malattie meno gravi come otite, rinite, faringite e febbre virale.

Il primo brevetto del professor Seggio sulla ricerca per questa tecnologia è del 2012. La prima ricerca aveva il nome “processo di analisi dei campioni di voce di un soggetto per verificare il suo stato di salute”.

 

Al via la fase di prototipizzazione dello strumento

Da allora molte cose sono cambiate, e le ricerche sono andate avanti, soprattutto nella codifica di nuove patologie. Nell’intervista dello scorso anno con la nostra redazione, il Prof. Saggio aveva illustrato le malattie già codificate e la teoria alla base del funzionamento di questo strumento. Ma ora dopo la fase di studio e di codificazione delle malattie nello strumento, parte la seconda ed altrettanto importante fase. Adesso è il momento di pensare alla realizzazione dei primi prototipi dello strumento.

Questi prototipi dovranno essere commercializzati tramite due società sturt-up, la Cloudwise, il cui manager è l’Ing. Luigi Tavolato e la Voicewise della dott.ssa Maria Tavasc. La fase di prototipizzazione e di commercializzazione hanno lo scopo di fornire una macchina funzionante entro i prossimi due anni. Della parte tecnica nella realizzazione del prototipo funzionante si sta occupando l’Ing. Paolo Pellini.

La macchina finale sarà semplice da affrontare dal punto di vista ingegneristico e non invasiva, tanto da pensare all’idea di renderla utilizzabile in futuro tramite smartphone.

 

Lo strumento testato in strutture ospedaliere

Il prototipo sarà costituito da un microfono di altissima qualità, questo registrerà il suono della voce del paziente che sarà poi analizzato elettronicamente e codificato dalla macchina. Dopo l’analisi, lo strumento fornirà una possibile patologia rilevata, se ovviamente ci sarà qualcosa da rilevare, altrimenti darà esito negativo.

Con alcune malattie già codificate in precedenza si stanno ora ottenendo dati importantissimi affinché lo strumento venga riconosciuto come apparecchio medico. La sperimentazione maggiore da questo punto di vista, si sta ottenendo presso strutture ospedaliere in India, grazie soprattutto alla collaborazione, sin dall’inizio del prof. Saggio con Santosh Bothe. Servirà quindi una fase di sperimentazione in strutture ospedaliere riconosciute per poter ottenere la convalida dello strumento del professor Saggio come apparecchio medico.