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Circa 13 agenzie federali e più di 300 ricercatori statunitensi, hanno pubblicato il rapporto sulla loro valutazione in merito al riscaldamento globale ed il cambiamento climatico. Secondo il rapporto la temperatura media negli USA è già aumentata di 1,1° C negli ultimi 100 anni, ed è destinata a salire di altri 2 gradi entro il 2100. 

I risultati di questa valutazione sono allarmanti. Secondo i ricercatori infatti, il nostro Pianeta andrà incontro a cambiamenti climatici catastrofici ed irreversibili. La temperatura del nostro pianeta aumenta rapidamente e se non ridurremo drasticamente le emissioni potrebbero aumentare fino a 5° C. 

Questi sono stati gli avvertimenti di David Easterling, del National Climatic National Oceanic and Atmospheric Administration Data Center ad Asheville. Secondo il quale la colpa è da ricercarsi nelle attività umane.

 

Polemiche per il tweet di Donald Trump

“Estesa ondata di freddo brutale che potrebbe battere TUTTI I RECORD – Che cosa è accaduto al riscaldamento globale?” Questo il tweet del Presidente americano il 21 Novembre, pochi giorni prima della pubblicazione del rapporto sul cambiamento climatico.

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Il tweet è stato molto criticato dall’opinione pubblica, come si è letto anche negli stessi commenti al post. Alcuni antagonisti, lo hanno criticato anche per la decisione di pubblicare il rapporto il giorno del Black Friday. Questo suo gesto è stato interpretato da alcuni come un tentativo di far passare la pubblicazione in sordina, approfittando del fatto che l’attenzione pubblica fosse maggiormente rivolta verso un importante ricorrenza, come il Giorno del Ringraziamento e distratta dalle offerte del Black Friday. 

 

L’importanza di questo rapporto scientifico sul cambiamento climatico

Secondo gli scienziati il rapporto scientifico è molto importante e soprattutto preoccupante. Dimostra come il cambiamento climatico sia un problema reale e serio provocato dalle emissioni di gas serra provocate dall’uomo. I rapporti pubblicati precedentemente dimostrano che la Terra è entrata nel suo periodo più caldo della civiltà moderna, con un aumento di 1,1° C della temperatura, negli ultimi 115 anni.

Stando al Gruppo Intergovernativo di esperti che rappresenta il principale gruppo di scienziati delle Nazioni Unite in merito a questo argomento, dobbiamo quanto prima ridurre le missioni di gas serra di oltre la metà entro termini molto brevi. Se non ci riuscissimo entro i prossimi 12 anni, si verificherà un ulteriore aumento di 1,3° C. Oltre questo limite andremmo incontro a cataclismi che causeranno danni per cifre incalcolabili.

 

I recenti avvenimenti dimostrano la gravità della situazione

Il tifone Yutu nelle Isole Marianne, l’uragano Maria a Puerto Rico e nelle isole Vergini, questi sono solo due esempi delle catastrofi naturali a cui abbiamo assistito. Eventi climatici che hanno causato migliaia di vittime e provocato ingenti danni. Come il devastante incendio in California, verificatosi in quella che dovrebbe essere la stagione delle piogge in questo stato. Tutte queste calamità naturali sono causati dal cambiamento che sta subendo il clima, rendendoli una prova tangibile e crudele del riscaldamento globale.

 

Polemiche sulle politiche per i combustibili fossili

IL 2017 è stato l’anno più caldo negli USA e quello che è costato di più a causa dei danni provocati da disastri ambientali. Si è raggiunta infatti la cifra record di 306 miliardi di dollari.

Questo rapporto potrebbe essere incisivo anche sul piano legale. Negli Stati Uniti infatti varie città e alcuni stati, hanno intentato causa alle aziende petrolifere, accusate di provocare danni climatici. Inoltre 21 giovani querelanti tra gli 11 e i 22 anni, hanno accusato il governo di violare i loro diritti civili, perseguendo politiche energetiche incentrate sui combustibili fossili, che portano ad una cambiamento climatico che lascerà loro in eredità una Terra devastata.

Molte altre sono state le proteste e le azioni da parte degli attivisti, nelle ultime due settimane, sia negli Stati Uniti, soprattutto a Washington, che nel Regno Unito.