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Il Mar Morto è noto sicuramente per essere lo specchio d’acqua più grande al mondo che presenta una salinità particolarmente elevata. Il macabro appellativo è sicuramente azzeccato in quanto al suo interno non vivono pesci, ma solo batteri e microrganismi amanti dei luoghi estremi. Nonostante questo però a ridosso di diverse coste c’è vita, ci sono città, o forse è meglio dire che erano vicino alle coste.

Chi vive in quelle zone da diversi anni ha dovuto assistere al ritiro di quelle particolari acque, ma anche i turisti potrebbero accorgersene senza troppo sforzo. Dove una volta arrivava il mare ora ci sono zone deserte o buche profonde; di quest’ultime se ne contano otre 6.000. Il ritiro delle acque è stato calcolato di essere un metro all’anno e per il 2050 potrebbe scomparire del tutto, o per lo meno ne rimarrà una misera frazione.

 

Per salvarlo

Questo problema in realtà è già noto da diverso tempo e ci sono diversi progetti in discussione tra cui uno da 1,5 miliardi di dollari. Si tratta di un enorme impianto di dissalazione che andrebbe a prendere le acque del Mar Rosso per renderle potabili mentre lo scarto d’acqua concentrato dal sale rimanente finirebbe come scarto nel Mar Morto.

La colpa di questa situazione è da attribuire ovviamente all’uomo, ma non particolarmente per via dei cambiamenti climatici, anche se c”è stata una forte riduzione delle piogge nella regione, ma tanti altri motivi. Il maggiore affluente del mare, il fiume Giordano, sta venendo dirottato da gran parte da Israele mentre l’altra parte dalla Siria. Anche il settore minerario ha le sue colpe visto che è complice del prelevamento di miliardi di galloni d’acqua annualmente.

Il problema della scomparsa di questo mare andrà ad influire soprattutto sul turismo, ma anche sull’agricoltura e di conseguenza sulla società.. Il ritiro delle acque ha abbassato l’umidità dell’aria rendendo più difficile la crescita di piante e costringendo molti ad emigrare. Come detto sopra, il ritiro sta causando il collasso di molti punti del terreno, anche dove le falde passavano sottoterra, facendo collassare edifici e infrastrutture.

Il tubo di collegamento tra Mar Rosso e Mar Morto è un progetto fondamentale per le regione e la costruzione potrebbe iniziare nel 2021 e venir completata entro 3 anni. Gli accordi sembrano essere stati trovati, soprattutto dai governi della zona, mentre i fondi arriveranno anche dagli Stati Uniti, Unione Europea e ai paesi singoli come il governo francese, spagnolo e il nostro.