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La missione nota come Voyager 2 della NASA, la navicella gemella di Voyager 1, è recentemente uscita dall’eliosfera. Quest’ultima è una bolla creata dal nostro Sole fatta di plasma e che è stata identificata come il confine del nostro sistema solare. L’uscita da parte della navicella da questa zona indica che è entrata nello spazio interstellare e si tratta del secondo oggetto umano a raggiungere tale traguardo; non serve specificare qual è stato il primo oggetto ed era il 2012.

Le due missioni avevano una durata prevista di appena cinque anni eppure entrambe hanno continuato a fornire informazioni importanti. Voyager 1 e 2 sono state lanciate nel 1977 e mentre la prima ha smesso di funzionare nel 1980, la seconda ha ancora parte della strumentazione attiva. Anche se ha smesso di funzionare 38 anni fa si è saputo con certezza che il raggiungimento del traguardo sopracitato è avvenuto del 2012.

 

Voyager 2

La strumentazione attiva ha rivelato una brusca caduta della velocità delle particelle del vento solare mentre altre strumentazioni hanno registrato dati di altra natura che sono stati identificati come dovuti appunto all’uscita da tale confine. In realtà esistono ancora altri confini oltre a questo, ma sono così lontani che è difficile prevedere un loro superamento. La nuova di Oort e il primo in ordine di apparizione e dovrebbe venir raggiunto solo tra 300 anni mentre il bordo esterno si trova a 30.000 anni.

Ecco una dichiarazione della NASA: “Penso che siamo tutti contenti e sollevati dal fatto che le sonde Voyager abbiano operato entrambe abbastanza a lungo da superare questo traguardo. Questo è quello che stavamo aspettando e ora non vediamo l’ora di sapere cosa potremo imparare dall’avere entrambe le sonde al di fuori dell’eliopausa“.