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I polli da carne, così chiamati quelli allevati esclusivamente per poi essere mangiati, solo la specie di volatili più numerosa al mondo. È calcolato che al mondo attualmente ci siano più di 23 miliardi di esemplari mentre la seconda specie di volatili, Quelea dal becco rosso, si ferma ad “appena” 1,5 miliardi.

La domanda di questo tipo di carne bianca è la più richiesta, merito anche del fatto che la sua consumazione non è vietata da nessuna religione e dal fatto che risulta essere più salutare della carne rossa. Data la richiesta è normale essersi imbattuti in un allevamento intensivo, per un motivo o per l’altro. Molte critiche sono state mosse negli anni verso questi allevamenti in quanto trattano gli animali in maniere indicibili, ma non è l’argomento attuale.

 

Evoluzione indotta

Ovviamente nel corso degli anni gli allevatori hanno scelto degli esemplari particolari di polli i quali sarebbero stati in grado di fornire più carne e in minor tempo possibile. L’intera industria è completamente dipendente dalla tecnologia, dall’incubazione al macello e il 90% della filiera sembrerebbe essere gestita da 3 società il che ha portato la genetica di questa razza verso un’unica destinazione.

L’evoluzione dei polli li ha resi incapaci di vivere senza l’aiuto dell’uomo ed ecco come un recente studio ha descritto la situazione: “La rapida crescita del tessuto muscolare delle gambe e del seno porta ad una diminuzione relativa delle dimensioni di altri organi come il cuore e i polmoni, che restringe la loro funzione e quindi la longevità Cambiamenti nel centro di gravità del corpo, ridotto muscolo pelvico degli arti la massa e l’aumento della massa dei muscoli pettorali causa scarsa locomozione e frequente zoppia.”