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Secondo gli analisti di Bloomberg, il fenomeno climatico noto come El Niño porterà inondazioni e incendi boschivi, così come l’espansione dei conflitti internazionali e l’aumento dei rifugiati. 

Le previsioni meteorologiche indicano che El Niño si manifesterà di nuovo fino alla fine del 2019, e colpirà il clima di tutto il pianeta: forti piogge e inondazioni in Sud America, siccità prolungate in Africa, Asia Orientale e Centrale, Australia, Indonesia e Filippine.

Le anomalie climatiche intensificano gli scontri politici e aumentano il rischio di guerre civili. Inoltre, il fenomeno El Niño potenzierà anche le epidemie di malattie trasmesse dalle zanzare, specialmente nei paesi vicini all’Equatore.

Secondo la proiezione di Bloomberg, El Niño, combinato con l’effetto del riscaldamento globale, renderà il 2019 il più caldo di tutte le osservazioni precedenti: il calore distruggerà le piantagioni di grano in Australia e la siccità nelle regioni agricole del Brasile distruggerà la maggior parte delle colture di soia e mais.

Al contrario, la pioggia sarà abbondante in Asia orientale e comprometterà parte delle piantagioni di riso lungo l’intera costa del Pacifico, dal Giappone all’India. Di conseguenza, le riserve alimentari diminuiranno drasticamente in tutto il mondo e molti paesi affronteranno la prospettiva della fame.

Solo quattro paesi sfuggiranno alle conseguenze di El Niño: Russia, Ucraina, Stati Uniti e Canada. Di conseguenza, i prezzi del grano mondiale saliranno a livelli record, rendendo i paesi poveri incapaci di comprare cibo a prezzi ragionevoli. In questo modo, si stima che una grave catastrofe umanitaria possa verificarsi nell’Africa orientale e settentrionale.

 

Un po’ di storia

Bloomberg ha sottolineato, tuttavia, che tutte le catastrofi climatiche associate a El Nino e gli scenari descritti hanno già avuto luogo in anni diversi.

Nel 1977 e nel 2011, ad esempio, l’Egitto ha attraversato un periodo critico di penuria di cereali. Le piogge torrenziali che caddero in Giappone nel 1993 devastarono quasi l’intero raccolto di riso e, per la prima volta nella storia, il paese dovette importare la sua principale fonte di cibo.

Nel 2006, a causa della siccità causata da El Niño, i prezzi del cibo sono aumentati drammaticamente, colpendo decine di paesi.

Sulla base delle previsioni dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura, l’ Honduras, la Colombia, il Venezuela, il Congo, l’Afghanistan e le regioni settentrionali del Pakistan sono i paesi che dovranno affrontare difficoltà di approvvigionamento alimentare entro il 2019. Australia e Brasile e altri importanti produttori non incluso in questo elenco.