piana tidale

Secondo una ricerca, che ha per la prima volta mappato gli ecosistemi delle piane di marea (o tidali), questo tipo di ambienti sta andando in declino molto rapidamente, a causa dell’innalzamento dei livelli del mare e dello sviluppo costiero.

Un gruppo di scienziati dell’Università del New South Wales (UNSW) e dell’Università del Queensland, hanno analizzato oltre 700.000 immagini satellitari per mappare l’estensione ed il cambiamento di questo tipo di ambienti lungo le coste di tutto il mondo. I risultati sono stati pubblicati sulla rivista Nature.

Dai dati è emerso che in alcuni stati le piane di marea sono diminuite del 16% dal 1984 al 2016.

 

Che cosa sono le piane di marea e perché sono importanti

Le piane di marea, o tidali, corrispondono ad un ambiente sedimentario in cui la sedimentazione è controllata dai flussi delle maree che si susseguono. Si sviluppano lungo coste basse, non molto inclinate e con forti escursioni nelle maree, che comportano sommersione ed esposizione ciclica di ampie porzioni di costa. Sono costituite da fanghi, sabbia o ampie piattaforme rocciose e rappresentano importanti ecosistemi costieri.

Inoltre le piane tidali, agiscono come protezione dalle tempeste e dall’innalzamento del livello del mare. Costituiscono anche l’habitat di molte specie, e fungono da oasi per gli uccelli migratori e come naturali vivai ittici.

Il 50% delle piane di marea mondiali si trova in solo 8 stati; Indonesia, Cina, Australia, Stati Uniti, Canada, India, Brasile e Myanmar.

Secondo Nicholas Murray, autore principale dello studio le piane di marea rappresentano “un grande ecosistema. Si trovano su tutto il pianeta e sono molto sensibili alle minacce, ma non sapendo dove sono locate, la possibilità di monitorarle è stata fino ad ora limitata”. Murray ha infatti dichiarato che la peculiarità di questo ambiente, di essere spesso sommerso, ne ha fino ad ora reso difficile l’individuazione.

Per risolvere questo problema, il team ha chiesto l’aiuto di Google e delle sue risorse informatiche.

Grazie allo studio delle immagini satellitari i ricercatori, hanno scoperto che gli ecosistemi delle piane di marea, sono molto vasti a livello mondiale, tanto quanto le mangrovie. E che l’innalzamenti del livello del mare e lo sviluppo costiero ne stanno causando il declino.

 

I preoccupanti risultati dello studio

I dati sono stati sufficienti per misurare, nel 17% del Mondo, i cambiamenti di questi ambienti tra il 1984 ed il 2016. Si tratta per lo più di paesi del Medio Oriente, Cina e USA in cui si è rilevata in questo lasso temporale, una diminuzione del 16% delle piane tidali.

In una porzione pari al 61% del Pianeta, è stato possibile reperire dati sufficienti per analizzare il periodo dal 1999 al 2016, in cui si è registrato un calo di piane tidali del 3,1%.

Secondo Murray i fattori che contribuiscono alla scomparsa di questi ecosistemi, sono ad esempio la costruzione in zone costiere, soggette a grandi maree, della Cina di aeroporti, acquacoltura e altre infrastrutture. Come anche la riduzione dell’apporto di sedimenti attraverso i fiumi causati ad esempio dalle dighe. Un’altro fattore molto importante che impatta negativamente sulle piane di marea è l’innalzamento globale dei livelli del mare.

Quello che i ricercatori sperano è che questo studio possa portare a riconoscere l’ambiente delle piane di marea come ambiente a rischio, e che venga protetto. “Siamo in grado di identificare i luoghi in cui gli ecosistemi delle piane tidali sono andati perduti e le principali cause di tali perdite, che ci consentiranno di rispondere con un’azione di conservazione”.