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In questi giorni c’erano due particolari missioni in procinto di raggiungere il proprio obiettivo nello spazio. Una di questa era il raggiungimento di Ultima Thule da parte di New Horizon della NASA mentre la seconda era un’impresa della Cina. Quest’ultima non è nuova nel campo dell’esplorazione spaziale, ma rispetto al programma spaziale statunitense, europeo e russo hanno all’attivo poche missioni, relativamente parlando.

L’obiettivo attuale era il raggiungimento del lato oscuro della Luna, un traguardo difficile per via delle moltissime variabili e delle poche informazioni precise sul quel lato del nostro satellite. Nonostante questo è stato annunciato con successo l’atterraggio segnando così un primato per l’esplorazione spaziale.

 

Lato oscuro della Luna

Sul satellite sono quindi arrivati un lander e un rover verso le 10.26 del 3 gennaio 2019, ora di Pechino. L’atterraggio è stato un successo su tutti i fronti tanti che è definito atterraggio morbido ovvero senza danni per l’attrezzatura. La missione è chiamata Chang’e-4 ed era partita l’8 dicembre 2018 da Xichang. Si tratta del successore della missione Chang’e-3 la quale aveva come obiettivo il lato conosciuto.

Questo particolare lato della Luna è chiamato lato oscuro e non è mai visibile dalla Terra rendendo l’intera zona praticamente sconosciuta. Solchi, tipologia di terreno, crateri, grosse rocce non sono conosciute e le percentuali per un atterraggio morbido non erano esattamente alte.

Grazie alla tecnologia cinese sarà quindi possibile scoprire nuovi aspetti sul nostro amato satellite. Vero è che negli anni ’60 sia gli Stati Uniti che la Russia erano riusciti a raccogliere qualche informazione in merito, ma nel complesso si sapeva solamente che tra i due lati le differenze erano sostanziali.